Dalla rassegna stampa Cinema

ALMODOVAR, AMORE, POCO SCANDALO E SENSO DI COLPA

…ci sono molte scene di sesso tra uomini. Anzi si può dire che non c’è uomo che rivolga il più piccolo interesse verso il genere femminile …

Il 57/mo Festival sulla Croisette si è aperto ieri con il film, poco scandaloso e molto melodrammatico, di Pedro Almodovar, sull’amore interdetto e il senso di colpa.
Certo, c’è anche la denuncia di qualche prete che si dà da fare con i ragazzini, ma lo sguardo di Almodovar non sembra giudicare più di tanto perchè, come dice lo stesso regista, “è un film sull’amore”.
Accolto senza troppo entusiasmo alla proiezione stampa, La cattiva educazione esibisce una storia complicata, quasi irraccontabile, che va dagli anni Sessanta agli anni Ottanta con una breve incursione nel ’77.

Tutto inizia nel 1980 quando Enrique Goded (Fele Martinez), giovane regista in crisi di ispirazione cerca spunti creativi in ritagli di giornali come questo: “In uno zoo di Taiwan in un’ora di massima affluenza, una donna si getta in una fossa di coccodrilli e viene sbranata da uno di loro senza emettere alcun lamento”.
A un certo punto bussano alla porta del regista e si presenta, dopo sedici anni, Ignacio Rodriguez (Gael Garcia Bernal), un vecchio compagno di collegio e primo amore di Enrique.
Il ragazzo, che ora fa l’attore, consegna al regista una sceneggiatura: La visita.
Nonostante Enrique non riconosca del tutto Ignacio come il suo vecchio amico, la storia che è scritta in quelle pagine è proprio quella della loro infanzia al collegio.
Vale a dire il loro amore, le attenzioni erotiche e amorose del direttore del collegio di preti cattolici, padre Manolo (Daniel Gimenez Cacho e, da anziano Lluis Homar) verso Ignacio. Insomma, la loro cattiva educazione.

Il regista mette mano alla sceneggiatura e fa sì che i tre personaggi si incontrino qualche anno dopo, in età adulta, quando Enrique è divenuto un precoce padre di famiglia e Ignacio si è trasformato in Zahara, travestito dedito alle droghe che imita Sara Montiel (icona gay spagnola degli anni Sessanta-Settanta).
Il film si sta per fare, ma i sospetti verso la vera identità di Ignacio si rivelano fondati.
In realtà, scoprirà Enrique, Ignacio non è altri che Juan, il fratello del suo piccolo amore d’infanzia. Da qui altre rivelazioni e colpi di scena tra cui l’omicidio attraverso overdose, avvenuto tre anni, prima del vero Ignacio a opera proprio di quel padre Manolo che ha abbandonato nel frattempo la veste talare, ma non la passione per i ragazzi.

In La cattiva educazione , che in Itaia uscirà l’8 ottobre, ci sono molte scene di sesso tra uomini.
Anzi si può dire che non c’è uomo che rivolga il più piccolo interesse verso il genere femminile. C’è il sesso appena suggerito, ma sempre sconvolgente, tra il giovane padre Manolo e il ragazzino Ignacio durante una gita del collegio; c’è ancora il sesso tra Manolo adulto e Juan e quello tra Juan e lo stesso Enrique.
Per un film volutamente ispirato al noir (“un genere che permette di tirar fuori il peggio degli uomini”) e all’educazione cattolica, non è male.
Frase cult del film, quella che dice lo stesso padre Manolo dopo aver assistito all’omicidio di Ignacio da parte di un suo collega sacerdote: “Per fortuna non ci sono testimoni tranne Dio, ma quello è dalla nostra parte”.

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