Dalla rassegna stampa Cinema

Culkin e Theron, che mostri

Stanno per arrivare in Italia «Party Monster» e «Monster» Entrambi hanno interpretato ruoli di gay assassini

ROMA – Due facce d’angelo trasformate in mostri, un ex ragazzo prodigio del cinema americano per bambini e una splendida modella diventata attrice «per davvero»: Macaulay Culkin e Charlize Theron sono i protagonisti di due film americani, in arrivo nelle sale italiane il 30 aprile, tratti da storie vere di perdizione senza redenzione. Si tratta di Party Monster, che stasera sarà al festival gay di Torino, e di Monster, che ha fatto vincere all’ex ragazza Martini l’Oscar per l’interpretazione.
Il primo racconta la vera storia di Michael Alig, gay, drogato e alcolizzato diventato famoso come organizzatore di party nella New York degli anni Novanta e poi finito all’inferno dopo aver confessato in tv di aver ucciso Angel il suo spacciatore. In Party Monster la parte di Alig è di Culkin, ex biondissimo bimbo prodigio di Mamma ho perso l’aereo. Diretto da Fenton Bailey e Bandy Barbato, il film sarà distribuito dalla Esse&bi cinematografica (non si sa ancora se con divieto ai 14), ma avrà un anteprima al Festival del Cinema Gay di Torino. Per Macaulay Culkin, oggi 23enne, è il ritorno sul grande schermo dove mancava da nove anni. Il suo Michael Alig è un giovane che, dopo l’exploit sulla scena underground delle discoteche della Grande Mela a inizio anni ’90, si trasferisce a New York. Li incontra James St.James (Seth Green), un ragazzo che lo introduce nell’ambiente dei locali alternativi e con cui forma il movimento «The Club Kids». Ragazzi che circolavano per le strade e i locali di Manhattan fregandosene di polizia e ogni altra autorità e usando ogni tipo di droga. Diventa ben presto il prediletto del potente proprietario di locali Peter Gatien e fonda una rivista, ma intorno a lui cominciano a gravitare una serie di personaggi non tanto puliti come lo spacciatore Angel Menendez. Quando tutto sembra andare bene, Michael commette l’errore di uccidere Angel e confessa poi in un programma televisivo notturno il suo delitto. I due registi sono stati in realtà testimoni di quello che accadeva in quel periodo e, affascinati dal Club Kids, avevano hanno già dedicato alla vicenda un documentario con lo stesso titolo del film Party Monster girato nel 1988.

Un altro incubo americano è quello raccontato in Monster che ha fruttato alla Theron (anche con una storia tragica alle spalle: la madre uccise il padre, alcolizzato e violento) la definitiva affermazione come attrice vera fino al premio per l’interpretazione a Berlino e alla doppietta dei Golden Globe e dell’Oscar. Lee Wuornos, serial killer lesbica giustiziata nel 2002, da ragazza viene stuprata da un amico del padre e picchiata dal genitore che non crede ai suoi racconti. Lei comincia presto a vendere il suo corpo e a disprezzare gli uomini. La sua vita è già al capolinea quando incontra in un bar per gay la giovane Selby (Christina Ricci). Per Lee potrebbe essere l’inizio di una nuova vita, ma, tornata a prostituirsi per guadagnare qualche soldo è costretta, per legittima difesa, ad uccidere un cliente violento. Prova a cercare un lavoro normale, ma viene rifiutata da tutti, torna a prostituirsi e ad uccidere i suoi clienti, rimanendo a lungo impunita. Girato con pochi mezzi e una fotografia «sporca», duro e rigoroso, integralmente affidato alla prova delle due protagoniste (la Theron è trasformata da un trucco straordinario e da parecchi chili messi su apposta per il film), il film acquistato da Immagine cinema di Edwige Fenech e dalla Dania Film di Luciano Martino sarà distribuito dalla Nexo in 150 copie.

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