Dalla rassegna stampa Cinema

Evilenko - Il mostro di Rostov

…nel film sceglie un ruolo di primo piano per un medico ebreo e omosessuale che esercita la professione dello psicoanalista …

Erano gli anni Ottanta e l’Unione Sovietica si avviava verso una lenta disgregazione. Mentre Gorbaciov lanciava l’epoca della perestroika, un uomo di nome Andrej Romanovic Cikatilo se ne andava in giro per gli sterminati spazi del paese a violentare, uccidere e divorare bambini, bambine e giovanissime donne, fino al momento in cui la polizia riuscì a identificarlo e arrestarlo. Il mostro di Rostov – con questo appellativo sarebbe passato alla storia – subì un processo nel 1992. Qualche tempo dopo radio e televisione annunciarono che era stato giustiziato con un colpo alla nuca. Da allora, David Grieco, giornalista, scrittore e sceneggiatore oltre che regista, non ha smesso un solo istante di lavorare sulla storia di Cikatilo, alla quale ha dedicato un romanzo prima di mettere la firma al suo primo lavoro cinematografico “Evilenko”. Di questi tempi, con quel che siamo abituati a vedere sul grande schermo, ci saremmo potuti aspettare ondate di sangue e dettagli di sadico voyeurismo visto l’argomento. Per chi si aspetta un film dell’horror con tanto di cannibale in azione resterà – per fortuna – deluso. Semmai il cannibalismo è trattato da un punto di vista più intellettuale, come proiezione della disgregazione sociale in un atteggiamento perverso. I legami si allentano e l’uomo divora l’uomo. David Grieco si cimenta in una lettura psicoanalitica, nel film sceglie un ruolo di primo piano per un medico ebreo e omosessuale che esercita la professione dello psicoanalista (insolita nell’Urss dove per molti anni fu messa al bando). E questo è un pregio perché gli permette di raccontare la pedofilia come una malattia mentale senza suscitare né sentimenti forcaioli né desideri di linciaggi. Ma la chiave psicoanalitica è anche quella che più espone la pellicola a letture azzardate o troppo semplici, quando si avventura alla scoperta di legami tra il cannibalismo e la crisi d’identità dell’uomo sovietico. Lo sorregge in questa suggestione la circostanza che Evilenko (interpretato da Malcolm McDowell) fosse un comunista intransigente, critico di Gorbaciov. Di luce positiva risplende invece il detective Lesiev (Martin Csokas), anche lui comunista e iscritto al partito, sulle tracce del mostro.
To. Buc.

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