Dalla rassegna stampa Cinema

Siffredi diventa gay in un porno d'autore

L’attore erotico italiano interpreta un omosessuale nel nuovo film di Catherine Breillat. E in Francia diventa un idolo

Se il prezzo per la riconversione è questo, Rocco Siffredi sembra disposto a pagarlo. Eppure, l’idea che un giorno, proprio lui, il re del porno, lo stallone italiano simbolo del machismo trionfante, potesse trasformarsi in un’icona gay, non l’aveva neppure sfiorato un secondo.
E tuttavia, eccolo qui, celebrato sulla copertina di “Têtu” sofisticata rivista omo francese, il corpo asciutto fasciato in un completo giacca e pantaloni d’alta sartoria. Colpa di una donna: Catherine Breillat, regista provocatoria e anticonformista, che ha voluto Rocco per il ruolo di co-protagonista nel suo ultimo, crudissimo film.
In “Anatomie de l’enfer”, che è uscito sugli schermi francesi il 28 gennaio, Rocco abbandona il filone porno-commerciale per tornare al cinema d’autore. Un ritorno, sì, perché con Breillat Siffredi aveva già girato nel ’99 il solforico “Romance”, anche se in un ruolo minore.

Questa volta, Rocco è sulla scena dall’inizio alla fine: nella parte di un omosessuale pagato da una donna (l’attrice Amira Casar) per osservarla nella sua più estrema intimità, “là dove non è osservabile…”.
Un espediente che permette alla Breillat di esplorare, ancora una volta, l’universo del desiderio e delle pulsioni femminili: come in Romance, come in Pornocratie (Denoël), il romanzo che la regista francese ha pubblicato due anni fa e dal quale ha tratto la sceneggiatura di “Anatomie de l’enfer”.
Anche se il film è appena uscito, Rocco è già acclamato come una star. Invitato nei talk-show, dove ammalia il pubblico con il suo buon francese marcato da un virile accento italiano (proprio come i francesi si aspettano…), fotografato e intervistato dalle riviste popolari e, inaspettatamente (per lui), applaudito dalla comunità gay.
“Il copione richiedeva che baciassi un uomo – ha spiegato Rocco in tv, su un canale pubblico francese, nel corso della trasmissione in prima serata ‘On ne peut pas plaîre à tout le monde’ (non si può piacere a tutti) – Non è stato facile, ma l’ho fatto. Sono un’attore”.
Un attore, non un attore porno: in effetti, il film della Breillat potrebbe essere per Siffredi il passaporto per la riconversione. “Credo che lavorerò ancora un anno, e poi chiuderò con il porno”, ha confessato la star dell’hard-core che alla soglia dei 40 ha voglia di voltare pagina.

Sposato (con una ex Miss Ungheria), due figli, di 4 e 7 anni, Siffredi è uno dei pochi protagonisti dell’XXX a poter vantare una lunga carriera: il debutto nell’85, una parentesi come modello, poi dal ’90 a oggi, un’impressionante serie di film e di ruoli che gli hanno valso più di un premio, compreso quello di miglior attore, naturalmente nell’universo del cinema a luci rosse.
Ma Rocco è più ambizioso: nel ’99 , grazie a Chaterine Breillat e al suo film “Romance”, esce dal ghetto del porno per imboccare la strada del cinema d’autore. Oggi, è ancora la regista francese a offrirgli una nuova opportunità. Tuttavia Siffredi non intende spezzare i legami con il mondo che ha fatto di lui un mito, non ci pensa nemmeno ad andarsene sbattendo la porta: “Visto che intendo ritirarmi, sto cercando qualcuno disposto a rimpiazzarmi” ha buttato là in televisione. Un erede, insomma, con un vero talento.
Perché lui, Rocco – assicura alla platea – il Viagra, non sa nemmeno cosa sia. Gli interessati si facciano avanti.

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