Dalla rassegna stampa Cinema

Gioventù perduta e drogata

«Le regole dell’attrazione» tratto dal romanzo di Breat Easton Ellis

GIOVENTÙ perduta, gioventù drogata, gioventù viziosa e oziosa, gioventù ricca e bella: dal romanzo di Breat Easton Ellis pubblicato nel 1987 dopo «Meno di zero», il regista Roger Avary, trentottenne canadese cresciuto in Arizona, ha scritto e diretto «Le regole dell’attrazione», un film ambientato nell’oggi che si ispira a un classico, «La regola del gioco» di Jean Renoir,1939. Come in un’interminabile giornata sempre uguale, tra gli studenti privilegiati del Camden College nel New England si susseguono senza sosta: alcool, chitarra, droghe, discoteca, sonni comatosi eppure inquieti, coiti, vomito, masturbazione (anche davanti al computer), turpiloquio, iniezioni tra le dita dei piedi, risate inconsulte, suicidi nella vasca da bagno, amori gay, compagni di stanza che si sentono male, oscurità notturna, servizi sessuali orali resi ai professori, dementi con la pistola, viaggi in Europa (sintetizzati in pochi secondi), musica, contemplazione del manifesto dei Chiapas attaccato alla parete. Ciascuno dei protagonisti narra la propria versione dei fatti: ma fatti ne accadono pochi, e le versioni non si differenziano. Lo schermo si divide in due parti racchiudenti azioni diverse, le immagini si intrecciano e si sovrappongono, la musica è magnifica. Non è stata una grande idea dislocare le storie al nostro presente: magari gli studenti americani non saranno dissimili, però l’aria degli Anni Ottanta era differente e pare di vedere un film in costume. Roger Avary, produttore, autore di «Killing Zoe», co-sceneggiatore di «Pulp Fiction» di Tarantino, regista di video musicali e di serie televisive, adotta uno stile sarcastico oscillante tra frenesia e catatonia, molto efficace e adatto alla Video Generation. Ha impiegato invano anni nel tentativo di realizzare una cine-biografia di Jean Vigo. Adesso lavora a «Glitterati», una specie di seguito de «Le regole dell’attrazione», e a «Glamourama», anch’esso tratto da un romanzo di Breat Easton Ellis.

21.3.04

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