Dalla rassegna stampa Cinema

Trasgressione acqua di rosa nel college di Roger Avary

…C´è Paul, giovane gay cinico e libertino…

Quasi un “American pie” degli intellettuali

Tra gli studenti del Camden College, piccola università del New England, c´è Sean, che non va a lezione, è pieno di debiti e si ricicla in pusher per rimediare soldi. C´è Lauren, che non ha mai fatto sesso (salvo i rapporti orali col professore: ma quello, come ci ha insegnato il caso Lewinsky, “non è sesso”) e cerca l´amore vero. C´è Paul, giovane gay cinico e libertino. Tutto intorno: ragazze che si fanno da sole un´intera squadra di football, tossici, ubriaconi. Nell´introdurre i personaggi principali delle Regole dell´attrazione Roger Avary, collaboratore di Quentin Tarantino e fin qui regista di un solo film (il cult «Killing Zoe»), scopre il principio della reversione filmica, che i fratelli Lumière conoscevano già nel 1895: la pellicola scorre all´indietro e si ricomincia da capo. Si vede bene che la sua ambizione è schizzare il ritratto di una generazione bruciata (l´ennesima): alterna scene beffarde con parentesi drammatiche, si sente molto trasgressivo; ma il suo film sembra l´”American Pie” degli intellettuali.
L´impressione dominante è che Avary sia uno a cui piace molto guardarsi l´ombelico. Per dimostare che è meglio degli altri, mette in scena un repertorio di situazioni da «Mayal College» ricorrendo allo split-screen (lo schermo diviso, che mostra la stessa azione sotto differenti punti di vista), cita classici del cinema espressionista (tramite uno schermo tv) e – ancor peggio – allude ripetutamente al suo primo film.
(r.n.)

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