Dalla rassegna stampa Cinema

LESBOMAMME HIPPY

Finalmente titoli queer nelle sale. In “Laurel Canyon” una madre disinibita fa sesso con il bellissimo amante e la ragazza del figlio.

Arrivano finalmente in Italia due commedie queer che hanno ormai già due anni, la prima risalente alla Quinzaine di Cannes 2002 e la seconda al Torino Film Festival dello stesso anno. Si tratta di ‘Laurel Canyon’ della regista lesbica Lisa Cholodenko (‘High Art’) e ‘Le regole dell’attrazione’ del soggettista di ‘Pulp Fiction’ Roger Avary che ha portato sullo schermo l’omonimo libro di Bret Easton Ellis.

‘Laurel Canyon’, che esce col fuorviante sottotitolo ‘Dritto in fondo al cuore’, è una spassosa commedia sentimental-nostalgica illuminata dal talento di Frances McDormand, moglie del regista Joel Coen nonché Oscar per ‘Fargo’. Il boscoso Canyon che dà il titolo al film è dove abita Jane, una mamma hippy bisex compositrice di rock che si trova a ospitare il benpensante figlio psichiatra Sam (il tenebroso Christiane Bale di ‘American Psycho’) e la sua fidanzata Alex (Kate Beckinsale), studentessa a modino di genetica molecolare. In casa staziona permanentemente, tra creative sedute in studio e movimentati party alla mescalina, una composita comune di rockettari tra cui l’amante della madre Ian (il bellissimo Alessandro Nivola) con l’hobby di star nudo in piscina. Durante una di queste feste ci scappa un umido triangolo tra mamma, amante e fidanzata del figlio: seguiranno pentimenti, rivelazioni, rivalse. Nel frattempo lo psichiatra tradito dalla sua stessa madre verrà sedotto da una bellissima collega israeliana (Natasha McElhone). Gran divertimento e finezze recitative per un film dal cast assolutamente rilevante e formidabile interpretazione della McDormand: impagabili il suo sguardo dolente e la sua provocante alternatività un po’ offuscata dal tempo.

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