Dalla rassegna stampa Cinema

“Laurel Canyon”, mamma terribile

…Invece alla bella Alex (Kate Beckinsale) quella donna matura e disinibita piacerà eccome…

Lui comincia appena a fare lo psichiatra. Lei è una discografica di successo. Lui sta per sposare una ragazza molto ammodino proprio come lui, laureanda a Harvard. Lei consuma una relazione con un giovane cantante inglese libero e rapace insieme a cui sta incidendo un disco. Lui (Christian Bale) è il figlio. Lei (Frances McDormand), la madre. Non esattamente la madre che ogni figlio sogna di avere. Infatti ancor prima di metter piede in casa sua, una villa con piscina a Laurel Canyon, isola fricchettona prediletta dagli artisti losangelini, Sam mette le mani avanti. Staremo pochi giorni, mia madre è strana, non è mai cresciuta, non so se ti piacerà.
Invece alla bella Alex (Kate Beckinsale) quella donna matura e disinibita piacerà eccome. E le piacerà molto anche il cantante (Alessandro Nivola), che le pianta gli occhi addosso appena entra in casa… Diretto dalla losangelina Lisa Cholodenko con mano ferma ma senza guizzi, Laurel Canyon è abbastanza ovvio come studio d’ambiente, e non scegliendo un punto di vista preciso non va fino in fondo a nessuno dei protagonisti.
A controbilanciare le tentazioni della Beckinsale c’è infatti Natascha McElhone, la bella dottoressa che sembra far vacillare il rigido Sam. Ma anche qui, malgrado i risvolti ironici («Forse dovremmo sublimare questa attrazione», propone lui, serio, alla trepidante collega), il film non esce dai binari di uno script solido quanto prevedibile. Fino all’inatteso finale in piscina, primo vero momento di cinema , che sembra quasi venire da un altro film. ( F. Fer .)

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