Dalla rassegna stampa Cinema

«I miei ricordi di scuola: abusi e libertà sognate»

Il regista spagnolo due volte premio Oscar presenta «La mala educación» ambientato in un collegio religioso

Almodóvar: nel film denuncio le violenze sui ragazzini, ma lo definirei un thriller che commuove

MADRID – I colori, sì, ma anche molte ombre e angoli scuri. La mala educación , il nuovo film di Pedro Almodóvar, da domani nelle sale spagnole e il 12 maggio in apertura del Festival di Cannes, parla di abusi sessuali sui minori. E necessariamente questa volta il regista delle tinte forti ha dovuto abbassare i toni.
Lui lo definisce «un thriller che commuove». In cui ci sono la repressione e il buio degli anni Sessanta e la Spagna del franchismo, ma anche i colori e la libertà della ritrovata democrazia e dell’esplosione della Movida. «Sono queste le due fasi storiche che più mi hanno segnato», dice l’autore nella presentazione ieri alla stampa (in cui ha parlato anche di politica e degli attentati).
Dalla propria esperienza Almodóvar ha attinto a piene mani, pur precisando che «c’è molta realtà e anche molta invenzione». Perché il suo genere non è «il documentario né il realismo», dice: «Non sono questi i mezzi che mi interessano».
Il percorso del protagonista, però, un transessuale che torna nella scuola gestita dai preti dove studiava da bambino, di fatto coincide in alcuni punti con la vita di Pedro, bambino di Calzada de Calatrave, nella Spagna profonda de La Mancha, che solo più tardi approderà nella capitale.
Lì dove è nato 52 anni fa, Almodóvar ha davvero frequentato istituti religiosi. «Ho studiato in due di queste scuole – racconta – gli abusi sui minori c’erano davvero. Lo sapevano gli studenti e lo sapeva tutto il paese». Una questione ancora attuale, dice il regista: succedeva negli anni Sessanta e succede ancora adesso. «Negli Stati Uniti ci sono stati così tanti episodi di questo tipo che la Chiesa cattolica è in bancarotta, per tutte le cause giudiziarie che deve sostenere».
Un film di denuncia, dunque, almeno in parte: «Qualsiasi abuso sessuale o di potere è una mostruosità», dice Almodóvar. Ma anche un film di liberazione. Il protagonista bambino viveva in un contesto di violenze e repressione: al potere in quegli anni c’era ancora il dittatore Franco. Quando la cinepresa si sposta più avanti nel tempo trova un’esplosione di vita: «Gli anni Ottanta sono stati anni di colore e libertà, anni in cui ognuno ha potuto cominciare a fare ciò che aveva voglia di fare». Il momento in cui si può decidere di cambiare tutto: vita, sesso, morale.
Uno dei personaggi del film, un prete della scuola, a vent’anni di distanza è inquadrato senza tonaca, innamorato del fratello di uno dei suoi studenti. Una figura quasi tenera per il regista: «Ho un debole per chi perde la vita inseguendo l’oggetto del desiderio».

IL PERSONAGGIO Spagnolo della Mancha, Pedro Almodóvar, 52 anni, è considerato uno dei più grandi registi del suo Paese. Negli anni ’80 fu il «cantore» della movida
I FILM
Debutta nell’80 con Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio . Tra i suoi grandi successi: Donne sull’orlo di una crisi di nervi (’88); Legami! (’90); Tacchi a spillo (’91); Carne tremula (’97); Tutto su mia madre (’99) premiato con l’Oscar; Parla con lei (2002). Il nuovo film La mala educación uscirà domani in Spagna, il 12 maggio sarà presentato a Cannes, in ottobre arriverà in Italia

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.