Dalla rassegna stampa Cinema

Con Adriatico e Salani nella notte di Bologna

…È un film che difende e rivendica, senza eufemismi né scorciatoie, la dignità, l´uguaglianza e il valore delle unioni gay, e di ogni altra coppia di fatto…

“Il vento, di sera” a Officinema
Farinelli: “È un nuovo cinema politico”
La pellicola è stata presentata con successo al recente festival di Berlino

Presentato due settimane or sono al festival di Berlino, il film di Andrea Adriatico «Il vento, di sera» esce dopodomani a Bologna: da giovedì 19 a martedì 24 febbraio, sarà proiettato ad Officinema, in via Pietralata 55, la sala che la Cineteca ha dedicato al cinema italiano, e che negli ultimi mesi è stata veicolo di veri fenomeni bolognesi, come Cavedagne. Il film di Adriatico, scritto e sceneggiato assieme a Stefano Casi, prodotto da Teatri di Vita (con un contributo della Fondazione del Monte), girato tutto in esterni e di notte, ha ricevuto a Berlino un´ottima accoglienza e ha offerto «un´emozione che sarà difficile da dimenticare», ha confessato ieri il regista, presentando la pellicola assieme al direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, e a Corso Salani, che ne è il protagonista.
Sullo sfondo dell´omicidio di Marco Biagi, immaginando che nell´attentato rimanga coinvolto e ucciso anche un passante, Adriatico ha costruito un film sul dolore, il lutto, l´amore, l´abbandono. Si svolge nell´arco di una notte. La rievocazione dell´agguato – l´arrivo del treno, lo scambio di sms tra i terroristi, il tragitto del professore in bicicletta dalla stazione verso casa, la solitudine straziante della vittima – scorre tutta prima dei titoli di testa. I terroristi in fuga uccidono Luca, il compagno di Paolo. Accompagnato da una vicina (l´intensissima Francesca Mazza), inebetito dal dolore, Paolo si reca in ospedale e cerca inutilmente di avere notizie del compagno, ma è respinto da una struttura che non gli riconosce alcun diritto («lei non è un famigliare», gli ripete, esasperantemente, un medico). Vaga alla deriva in una città livida, irriconoscibile. Ex Manifattura Tabacchi, Baraccano, Salara, piazza di Porta Lame, via Tanari: è una Bologna comune e frequentatissima, ma la fotografia notturna la restituisce sullo schermo come una città alienata, estranea, fatiscente. L´incontro occasionale con un ragazzo, Momo (Fabio Valletta), sembra distrarre Paolo dal suo dolore, ma è l´illusione di poche ore. All´alba, seduto sul ciglio della tangenziale, si congeda infine da Luca.
Pubblico e critica della Berlinale hanno accostato «Il vento, di sera» al film di Marco Bellocchio, «Buongiorno notte». In entrambi, un evento che scuote profondamente la coscienza di un paese, è indagato alla luce di sentimenti personali, apparentemente privati. «Il vento, di sera» è un film politico, anche se «profondamente differente dal cinema politico al quale eravamo abituati», come ha detto il direttore della Cineteca Farinelli. Un cinema politico la cui maggior eloquenza è affidata ai silenzi, a lunghi piani sequenza, a dialoghi ridotti all´essenziale, talvolta al nulla. «Il vento, di sera» è un film coraggioso, e non soltanto perché ne occorre molto di coraggio per esordire al cinema e «trasformare in un film le proprie idee e le proprie visioni». È un film che difende e rivendica, senza eufemismi né scorciatoie, la dignità, l´uguaglianza e il valore delle unioni gay, e di ogni altra coppia di fatto.
A Berlino sono stati acquistati i diritti di distribuzione nei paese di lingua tedesca (Germania, Austria, Svizzera). In Italia verrà distribuito da Vitagraph, anch´essa bolognese, con divieto ai minori di 14 anni, in sette copie, dai primi di marzo, a Roma, Milano, Torino, Genova, Bari, Firenze, Palermo. A Bologna verrà presentato in anteprima, a partire da giovedì, dopodomani, ad Officinema. Vi resterà fino a 24 febbraio, poi tornerà ogni martedì di marzo, finché vi sarà pubblico disponibile ad andarlo a vedere.

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