Dalla rassegna stampa Cinema

Il mondo non è più lo stesso anche le mamme cambiano

Escono venerdì lo spagnolo “A mia madre piacciono le donne” e l´inglese “The mother”. Una è lesbica, l´altra ruba il fidanzato alla figlia

Una ultrasessantenne rimasta vedova scopre il fascino della mascolinità di Darren
E Sofia presenta alle figlie il suo nuovo amore: una bella trentenne cèca

ROMA – Son tutte belle le mamme del mondo. Belle sì, ma se per bellezza si intende anche la quieta dedizione delle madri di una volta, angeli del focolare che soffrono in silenzio e che dei figli tutto accettano e perdonano, c´è poco da stare tranquilli. Bastano due titoli, entrambi sugli schermi italiani da venerdì – l´inglese The mother di Roger Michell e lo spagnolo A mia madre piacciono le donne di Inés Paris e Daniela Fejerman – per far tremare antiche sicurezze e ricordare che le madri (e le nonne) non sono quelle di una volta. Protagonista di The mother è May, una donna ultrasessantenne, che, dopo i silenzi sottomessi di un lungo matrimonio, rimane vedova e, in visita ai figli e ai nipoti a Londra, scopre il richiamo della mascolinità di Darren, un aitante giovanotto, affabile e simpatico, che si guadagna da vivere con lavori manuali, sta sistemando la veranda nella casa del figlio di May.
Il richiamo è così forte che, dopo un paio di tè, dolcetti e chiacchiere, May e Darren finiscono a letto in un abbraccio selvaggio e sfibrante: per May è la scoperta del sesso e dell´orgasmo, qualcosa che non aveva mai provato nei rapporti con il marito e che desidera ancora e ancora. Fin qui niente di scandaloso, per molte donne di qualche generazione fa l´orgasmo era un optional, un diritto sconosciuto. «Ho parlato con molte donne della mia età», dice Anne Reid, tenera interprete di May, che di anni ne ha 68, «e c´è una grande percentuale che non ha mai conosciuto la piena sessualità nel matrimonio e capiscono May. Anch´io la capisco, come lei sono vedova, ma credo di essere una madre migliore di lei».
Il vero scandalo infatti è nel ruolo di madre: il fatto che la figlia Paula abbia già una relazione con Darren, anzi lo ama e sogna di farne il compagno di vita non frena il desiderio di May. «Sono molto curioso di vedere le reazioni in Italia, il paese delle mamme sante», dice Hanif Kureishi, autore della bella sceneggiatura di The mother. «La prima idea era di raccontare il rapporto genitori e figli, diverso rispetto al passato. Mi sono occupato spesso di padri, ho anche scritto un libro sul mio, uscirà in autunno, volevo misurarmi con le madri e le figlie. Tutto è cambiato con la generazione degli anni 60 che ha cominciato a parlare di sesso. Poi ha preso vita il personaggio della madre, una donna che ha sposato un brav´uomo ma sbagliato e che, come succede spesso, non ha avuto il coraggio di uscire dal matrimonio. Per me non è un film sulla sessualità, ma su quello che succede quando si piacciono due persone che non dovrebbero piacersi. E solo perché May è una donna, oggi la coppia uomo maturo e ragazza è accettato, non scandalizza più nessuno».
May, madre indegna nel rapporto con la figlia, ha precedenti illustri nel cinema, basta pensare a Lolita, a Il laureato, alle parodie di American Pie, fino a Tutto può succedere, il film in uscita in cui Diane Keaton e la figlia si contendono le attenzioni di Keanu Reeves. E, tanto per smontare del tutto l´immagine-madre, in Francia si discute di un reality show in cui due madri per 10 giorni dovrebbero scambiarsi marito, figli e casa. Più insolita e altrettanto inquietante Sofia della commedia A mia madre piacciono le donne, che, moglie separata e anche lei nonna, il giorno del suo compleanno – verso i sessanta – presenta alle figlie il suo nuovo amore: una bella trentenne cèca, con lei divide l´amore per la musica – sono entrambe pianiste – e con lei ha scoperto una passione lesbica che le restituisce vitalità ed energia.
Sia pure in commedia, le due registe spagnole, come Kureishi, volevano «raccontare non l´omosessualità, ma le trasformazioni della società e un tipo di famiglia allargata, e una madre che ama un´altra donna è certo fuori della tradizione. Il film è dedicato ai nostri genitori, siamo entrambe figlie di intellettuali di sinistra che hanno lottato contro la dittatura e per conquistare una libertà, che per noi oggi è scontata, ma che ha cambiato il rapporto tra i sessi e con la sessualità. Ed è la generazione che ha vissuto le ultime utopie».
Nella società di oggi la vita non finisce a 50 anni come per Sofia (Rosa Maria Sardà, l´interprete in un brillante cast che comprende l´attrice almodovariana Leonor Watling) e neanche a 60 come per May. E forse i figli devono rassegnarsi, sempre più raramente potranno contare sulla mamma amorosa che vive solo per la gioia di viziare i nipotini. Come dice Anne Reid citando una frase di May, «è difficile essere pronti per la vecchiaia. L´età che avanza ti toglie l´udito, ti carica di acciacchi, ti abbassa la vista, ti piega la schiena e le ginocchia, ma il desiderio di sesso rimane integro. È uno scherzo di Dio, uno scherzo molto crudele».

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