Dalla rassegna stampa Cinema

Mona Lisa Smile

Andiamo indietro nel tempo, anno scolastico 1953-1954, e immergiamoci nel clima di un esclusivo college femminile del più tradizionalista New England. . .

Andiamo indietro nel tempo, anno scolastico 1953-1954, e immergiamoci nel clima di un esclusivo college femminile del più tradizionalista New England. Atmosfera alla Giovane Holden? Proprio no, prepariamoci a una versione edulcorata del bellissimo, per carità, ma già retorico “L’attimo fuggente”. La professoressa Julia Roberts di fresca nomina, di provenienza californiana e quindi un po’ cafona e di origini sociali modeste, non insegna letteratura e non galvanizza la classe declamando versi di Whitman, ma storia dell’arte. Materia altrettanto a rischio di collisione con il conformismo del contesto: figuriamoci che pretende dalle allieve secchione e con la puzza sotto il naso un’opinione personale su Jackson Pollock. Lei si sente sconfitta perché credeva di essere lì a “formare la futura classe dirigente e non le loro mogli”, dall’altra parte il muro del rifiuto di un ambiente che rispetta solo tre comandamenti: buone maniere, ipocrisia e matrimonio. Il giusto sta nel mezzo, dice il film, e la lezione della prof-femminista seminerà comunque maturazione e consapevolezza. Il posto di lavoro già traballante (siamo in America e anche gli insegnanti rispondono alle regole liberiste) verrà riconfermato per acclamazione ma la religione della libertà spinge Julia verso nuovi lidi, non senza uno straziante congedo. Lo stile del film è consono al suo contenuto: patinato ma né carne né pesce.

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