Dalla rassegna stampa Cinema

Chinese Odyssey

…Con Chinese 0dyssey 2002 Lau racconta di amori contrastati dalle leggi di Palazzo (siamo durante la dinastia Ming) e confusione dei sessi con una leggerezza che é come una matriosca: più la apri, più la devi aprire. . .

A Hong Kong, Jeff Lau é autore del quale si parla da sempre. Da noi, invece, generalmente, é tra i meno conosciuti e teorizzati. Peccato, perché se c’è qualcuno che rappresenta l’anima purissima di quel cinema, é proprio Lau, mescolatore inimitabile di commedia e mèlo. I suoi due A Chinese Oclyssey (Pandora’s Box Cinderella),targati 1995, fondevano mitologia cinese e gag a perdifiato senza soluzione di continuità. Con Chinese 0dyssey 2002 Lau racconta di amori contrastati dalle leggi di Palazzo (siamo durante la dinastia Ming) e confusione dei sessi con una leggerezza che é come una matriosca: più la apri, più la devi aprire. E se la comicità é spessissimo esilarante (un’invenzione su tutte: il velox a disegni), la tragedia commuove con una forza, anche stilistica, a cui non si può né si deve resistere (la scena finale sotto l’albero dei fiori di pesco é esemplare). Epica dei sentimenti: cinema come non se ne fa più, neanche a Hong Kong. Bisognerebbe farlo vedere a tutti, per comprendere che l’apparenza, anche fisica, non conta. E quando attacca la musica di Ashes of Time di Wong Karwai (produttore), viene la pelle d’oca. Grandi Tony Leung Chiu-wai e Faye Wong. Attenzione: il doppiaggio rovina tutto, come al solito.

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