Dalla rassegna stampa Cinema

Recensione - Riunione di condominio

…Un barista-filosofo gay (che intende inaugurare il suo caffè filosofico con una conferenza su “omosessualità e prospettiva nella pittura del Rinascimento”), …

Tutto inizia con i gemiti di piacere di una voce femminile, che turbano il condominio; più tardi sapremo che la colpa è delle tubature del palazzo, indiscrete conduttrici acustiche. Quindi lo spettatore capisce di quale fatta siano i rapporti tra i condomini, allorché un giovanotto accetta la delega di una signora che non può essere presente alla riunione: lei vuole soprattutto l’installazione di un ascensore (ha il padre invalido); il delegato vota contro, anche a suo nome. Ed ecco la formazione condominiale. Un barista-filosofo gay (che intende inaugurare il suo caffè filosofico con una conferenza su “omosessualità e prospettiva nella pittura del Rinascimento”), una graziosa scultrice, un tizio scorbutico e antipatico, un giovane proprietario deciso a vendere l’appartamento, una vedova che non può pagare le spese di condominio; più, come in ogni stabile che si rispetti, un manipolo di anziani ipocondriaci e misantropi. Sotto la direzione di un amministratore stufo-marcio, la riunione mette all’ordine del giorno vari problemi: le scritte sui muri da cancellare, i barboni sulla porta, le due-ruote parcheggiate in cortile, le richieste di modifiche strutturali, il licenziamento del portiere, la paura che qualcuno dimentichi aperto il gas e faccia saltare tutto all’aria, le condutture che diffondono i famosi gemiti dell’inquilina sessualmente esuberante. Si sa, le riunioni di condominio sono un po’ il formato mignon dei rapporti sociali, della dialettica politica e di tutte le altre occasioni in cui l’essere umano dà il peggio di se stesso. Ciascun personaggio ha la propria idea fissa, come una maschera da commedia dell’Arte (“ogni medaglia ha il suo rovescio” sentenzia, ad esempio, il fonditore di medaglie commemorative interpretato da Jean-Pierre Darroussin). Così, l’assemblea diventa la cartina di tornasole dei diversi caratteri condominiali. Vengono fuori personaggi razzisti (gli inquilini non-proprietari sono la serie B del condominio) e perbenisti, cinici (“è un bel vantaggio l’AIDS: non si rimborsa la cauzione…” dice un tale) ipocriti e meschini; non tutti, però… Originariamente intitolata “Mille millesimi – Fantasia immobiliare”, una commedia francese collettiva abbastanza ben dialogata e affidata a un simpatico cast. La regia alterna il dibattito e le decisioni dell’assemblea con episodi cronologicamente posteriori, che ne illustrano le conseguenze. Alla fine si produce una piccola Apocalisse, a causa della tanto temuta fuga di gas. E saranno proprio gli esecrati barboni a dare una mano ai diffidenti condomini. Il film è divertente e amaro, comico e un po’ disperante. Come gli squilli dei telefonini dei condomini che – nota di perfetto realismo – punteggiano da un capo all’altro la riunione

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