Dalla rassegna stampa Cinema

Il “mago” Ian McKellen interpreterà uno psichiatra

…Non dimentica la sua lotta contro le discriminazione degli omosessuali («che bello parlare di questo argomento in un festival di ragazzi. Ho incontrato i giurati, sapevano che ero omosessuale e non mi hanno discriminato. È un processo lento, ma il mondo sta cambiando. Ad Hollywood si pensa …

Applaudito al Festival di Giffoni l’attore britannico famoso per il ruolo di Gandalf nel «Signore degli anelli»

GIFFONI VALLE PIANA (Salerno) – Sarà uno psichiatra in un ospedale criminale, Ian McKellen, il famoso mago Gandalf della trilogia «Il Signore degli anelli». Il suo ruolo, nel prossimo film «Asylum», accanto a Natasha Richardson, per la regia di David MacKenzie, l’attore britannico lo ha annunciato al Giffoni Film Festival. Entusiasta di essere guest star in un festival del cinema per ragazzi come quello di Giffoni («un festival incredibile, unico, fondato sull’amore tra le persone e per il cinema, niente a che fare con il festival di Cannes tutto fondato sul business»), McKellen parla anche del suo grande sogno nel cassetto. «Vorrei essere l’Antonio del “Mercante di Venezia”. È l’unico personaggio gay che Shakespeare abbia scritto. È un buon uomo, una cosa insolita per Shakespeare. E poi è una storia di minoranze, di gay, ebrei, schiavi neri. Ho proposto l’idea già a quattro registi, ed io stesso ho scritto una sceneggiatura. Per la verità ho già detto di sì a tre registi, chi lo farà per primo mi vedrà protagonista. Anche se, a pensarci bene, non sarebbe male fare Antonio in tutti e tre i film, in questo modo continuerei ad esser protagonista di una trilogia. Di sicuro mi piacerebbe che ci fosse anche Al Pacino». Ricorda Eduardo de Filippo, con il quale ha lavorato, a teatro, in «Napoli milionaria» («l’ho sempre ammirato perché ha raccontato le storie della sua gente, del suo pubblico»), parla per un attimo di politica («l’appoggio di Blair a Bush? Un politico dovrebbe trovare soluzioni, quando arriva alla guerra vuol dire che ha fallito»). Non dimentica la sua lotta contro le discriminazione degli omosessuali («che bello parlare di questo argomento in un festival di ragazzi. Ho incontrato i giurati, sapevano che ero omosessuale e non mi hanno discriminato. È un processo lento, ma il mondo sta cambiando. Ad Hollywood si pensa ancora che essere un attore gay sia uno svantaggio, io da quando ho dichiarato di esserlo la mia carriera è migliorata»). Nessuna anticipazione sul terzo episodio del «Signore degli anelli – Il ritorno del re». «Il regista Peter Jackson ritiene che sia l’episodio più bello, quello che renderà un classico la trilogia. L’ultimo episodio non l’ho ancora visto e penso non l’abbia visto neanche il regista. La colonna sonora non è ancora finita, nessuna parola è stata aggiunta al girato. Il prossimo mese aggiungerò la voce a Gandalf». Ribadisce che tra i suoi progetti non c’è mai stato un ruolo in «Harry Potter» («non me l’hanno offerto e poi io non avrei voluto fare troppo, visto che già ho interpretato il più grande mago dei tempi»), dice che la sua parte nel film «Kinsey» di Bill Condon è saltata, mentre anticipa qualcosa su un altro suo prossimo film «Emile» di Carl Bessai («la storia di un pensionato che ritorna nel suo paese per ritrovare le sue radici»). L’altro giorno i ragazzi del Giffoni Film Festival si sono ribellati alla «tv spazzatura», alla tv dei «sentimenti gratuiti». Hanno detto di no a trasmissioni come «Uomini e donne», «Amici» o «C’è posta per te». E a Maria De Filippi, che di questi programmi è l’anima, ed era lì, ed ha accettato il confronto, hanno rivolto attacchi e critiche serrate. Il secondo incontro della sezione «Y-Gen» (15 – 19 anni) era dedicato a «Scoprimi l’anima. Tv: chi vedi nello specchio?». E loro, i ragazzi, hanno raccolto in pieno l’appello di Alessandro Bergonzoni che li aveva invitati a ribellarsi alla tv spazzatura e a dire a Maria De Filippi che, a loro, questo tipo di televisione proprio non piaceva. Lo hanno fatto, a chiare lettere. «Ma non ti vergogni di fare trasmissioni del genere? Non ti senti sminuita? – ha esordito Silvia da Varese – Non hai voglia di fare trasmissioni più serie e di portare la cultura in tv?» Ed ancora: «Non credi di rovinare la vita delle persone? Non credi che far dire ti amo ad una persona seduta su una sedia, come fate a “Uomini e donne”, uccida la profondità dei sentimenti», dice Erika da Roma. Lei, la De Filippi, ha risposto senza mezzi termini. «Non mi sento affatto sminuita a fare programmi come “Uomini e donne”. Non sono una giornalista, non sarei in grado di fare, ad esempio, una trasmissione politica. E poi, io, in questi programmi ci credo perché ritengo che i telespettatori non siano così scemi come pensate voi. Sanno cambiare canale, sanno a cosa e a chi credere».

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