Dalla rassegna stampa Cinema

Tandem

…Lo accompagna il tecnico del suono Rivetot, un Sancho Panza disposto a tutto pur di restargli al fianco che gli fa da autista e cameriere, infermiere e angelo custode. I due compagni di viaggio vivono una vita di strana-coppia che discende da esempi nobili della letteratura..

Anche i cinefili più attenti misurano il tempo della coppia Patrice Leconte-Jean Rochefort a partire dai tempi del “Marito della parrucchiera”, traversando diversi film fino al recente “L’uomo del treno”. Invece il sodalizio tra il regista e il suo attore-feticcio è di più lunga data: ce lo ricorda un film, Tandem, mai uscito in Italia e ora ripescato da una distribuzione (una volta tanto) ispirata. Ha sedici anni, ma non li dimostra affatto, questa commedia amara on-the-road; meglio, questo racconto picaresco in cui Rochefort (cui le circostanze hanno impedito di interpretarlo nello jellatissimo film di Terry Gilliam) presta l’allampanata figura a un discendente di Don Chisciotte. Un racconto picaresco in versione riveduta e aggiornata, con eroi che viaggiano in autostrada (su un’auto più malandata di Ronzinante) e fanno programmi radiofonici ma non sono meno poveri, tartassati ed errabondi di due pìcari spagnoli del Seicento. Ha adottato come pseudonimo (sarà un caso?) un nome spagnolo il presentatore Michel Montez, vecchio giocatore ipocondriaco che da un quarto di secolo traversa in lungo e in largo la Francia con la sua modestissima “fascia” quotidiana di quiz. Lo accompagna il tecnico del suono Rivetot, un Sancho Panza disposto a tutto pur di restargli al fianco che gli fa da autista e cameriere, infermiere e angelo custode. I due compagni di viaggio vivono una vita di strana-coppia che discende da esempi nobili della letteratura: rimanda alla dialettica servo-padrone (Don Giovanni e Sganarello), ma implica anche la consapevolezza che ciascuno è la cura della solitudine dell’altro. Incontrano concorrenti ignoranti, notabili di paese, donne solitarie, bici lanciate dal cavalcavia e perfino un surreale cane rosso, invisibile ma che fa sbandare le auto lungo la strada. Così, tra alberghi squallidi e amorazzi di passaggio, Montez e Rivetot riescono a conservare una loro miserabile grandezza. Finchè i dirigenti della radio annunciano che il programma “La lingua del gatto” è soppresso. L’autista cerca d’impedire con ogni mezzo che il presentatore apprenda la notizia. E tuttavia Tandem non è una parabola sulla sconfitta, né un’epopea di perdenti: con un colpo di coda sceglie un finale all’insegna dell’ottimismo della volontà, riuscendo a renderlo perfino credibile. Patrice Leconte si conferma regista pieno di risorse. Lo sapevamo eclettico e contavamo parecchio su di lui: però che riuscisse a sorprenderci con un film di sedici anni fa, questo non ce lo aspettavamo davvero.

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