Dalla rassegna stampa Cinema

Il nuovo Almódovar "Tutto sulla mia infanzia"

…il suo nuovo film parla di abusi sessuali commessi da sacerdoti in un collegio…

Domani il regista inizia a girare “La mala educación”, sugli abusi sessuali commessi dai sacerdoti in collegio
“La Chiesa non può dirmi come fare i film”

MADRID – Pedro Almodóvar lo sa bene, ogni nuova sfida è più complicata della precedente: dopo aver vinto due Oscar con i suoi ultimi due film – “Tutto su mia madre” e “Parla con lei” – parte per una nuova avventura, con lo stesso entusiasmo degli esordi ma con il peso terribile della responsabilità davanti al pubblico di tutto il mondo. «Sento una specie di calma letale, che non è altro che un terrore acquattato», si legge nel comunicato stampa scritto di suo pugno dal regista per annunciare l´inizio delle riprese de La mala educación: da domani e per tredici settimane, tra Madrid, Barcellona, Valencia e La Corua.
Una sola cosa il regista vede già chiara profilarsi all´orizzonte, ed è ciò che più lo infastidisce: la polemica. Perché il suo nuovo film parla di abusi sessuali commessi da sacerdoti in un collegio, e già si prevede una levata di scudi della Chiesa cattolica. Lo irrita il fatto che qualcuno possa preoccuparsi solo di sollevare un polverone, tralasciando invece quello che più gli interessa: il giudizio sulla qualità del suo lavoro. Eppure, come ricordava settimane fa in un´intervista, non ci si dovrebbe scandalizzare che si parli in un film di un tema come questo, che non è frutto di pura invenzione: «I giornali sono pieni di notizie simili, è qualcosa che succedeva in passato e continua a accadere ora. Non accetterò mai che la Chiesa o qualunque altra istituzione mi dicano come devo fare i miei film».
Ma Almodóvar, in realtà, in questo caso non prende ispirazione da notizie apparse sui giornali: «Questa storia ha a che vedere con la mia biografia, con la mia educazione infantile in un collegio religioso. Però questa è solo una parte, perché in realtà è quello che i francesi chiamano un noir e gli americani thriller».
La mala educación, secondo il regista, non vuole essere una storia anticlericale, «anche se i cattivi educatori del titolo sono preti»: sarà piuttosto un «thriller fatalista che trascorre nel terreno della “Legge del desiderio”, un terreno arido, crudo, viscerale, ricco di segreti, dove quasi tutti i personaggi affrontano senza timori le conseguenze, e che è abitato quasi esclusivamente da personaggi maschili, come nei film di guerra». Tre i personaggi principali: due ex alunni di un collegio religioso e un ex sacerdote che è stato loro professore, con una trama che si sviluppa in tre fasi, negli anni 60, 70 e 80. Dal tuffo nel passato, quando «due bambini conoscono l´amicizia, il cinema e la paura», fino al loro reincontrarsi in due successive fasi, tra le quali «accadono cose tremende che – dice Almodóvar – non penso di svelare prima della presentazione del film, il prossimo anno».
Tra gli interpreti di questo quindicesimo film del regista spagnolo, alcuni – pochi – nomi già conosciuti della «squadra Almodóvar»: Fele Martínez, Javier Camara e Juan Fernández. Insieme a loro, Gael García Bernal «in un triplo ruolo per il quale si sta preparando da cinque mesi», Daniel Jimenez Cacho, Paco Maestre e Alberto Ferreiro. Quello che non manca, di sicuro, è l´entusiasmo di sempre: «Non cambierei questa storia per niente al mondo».

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