Dalla rassegna stampa Cinema

Insieme per caso

…una delle commedie più divertenti e toccanti dell’anno…

Ma che sorpresa: uno esce la sera per recarsi a una delle solite anteprime, per lasciarsi scivolare addosso l’ennesimo filmetto hollywoodiano che ti dimentichi (e per fortuna!) dieci minuti dopo la fine dei titoli di coda… e riceve in regalo Insieme per caso, una delle commedie più divertenti e toccanti dell’anno. Sarà un caso, ma è un film americano solo per questioni di produzione: l’hanno scritto due australiani, P.J. Hogan (anche regista) e Jocelyn Moorhouse; lo interpretano alcuni fuoriclasse britannici come Rupert Everett, Jonathan Pryce, Lynn Redgrave e, in una fenomenale comparsata nei panni di se stessa, la sempreverde Julie Andrews. Il fondamentale contributo americano si nasconde dietro i nomi di due attrici: la straordinaria Kathy Bates e, vera rivelazione del film, l’incredibile Meredith Eaton, un’attrice nana già nota in America per la serie tv Family Law e qui al suo esordio nel cinema. Piccola e dal volto graziosissimo, laureata in psicologia e «prestata» alla recitazione, Meredith è la scatenata nuora della Bates e strappa le risate più convinte del film. E ora, tenetevi forte. Trama: Grace Beasley (Bates) è una casalinga di Chicago benestante e annoiata, il cui unico sogno nella vita è vincere un biglietto per partecipare allo show di Victor Fox (Pryce), il suo cantante preferito. Ma nella vita di Grace avvengono, quasi contemporaneamente, due tragedie: il marito (Dan Aykroyd) la lascia, e Fox viene ucciso per strada, da un serial-killer che ammazza la gente con arco e frecce. Sola e disperata, Grace parte per Londra per presenziare ai funerali di Fox. Lì conosce la sua spocchiosa famiglia e, soprattutto, il suo ex amante Dirk (Everett): Fox era infatti omosessuale. Grace e Dirk inizialmente non si prendono, ma ben presto fra loro nasce una complicità che li porta insieme a Chicago: dove, con il decisivo aiuto di Maudy, la nuora di Grace (Eaton), andranno alla caccia dell’assassino… Sì, lo sappiamo. La trama vi sembra un delirio. Per questo la sorpresa è stata doppia. È miracoloso il modo in cui Hogan & Moorhouse reggono il gioco, in difficilissimo equilibrio fra il kitsch, il grottesco, il thriller e i toni sempre delicatissimi della commedia sofisticata. Hogan c’era riuscito una sola volta, nel vecchio Muriel’s Wedding che l’aveva rivelato 9 anni fa. È comunque una mescolanza di toni che il cinema australo-neozelandese ben conosce: pensate al film-culto gay Priscilla di Stephan Elliott, a tutto il cinema di Jane Campion, allo stesso Peter Jackson. Insieme per caso è una salutare iniezione di ironia nel corpo sempre più mummificato del cinema americano: e non è certo un caso che vecchi squali dello spettacolo come Kathy Bates e Dan Aykroyd sembrano divertirsi un sacco. Anche se il più scatenato è Jonathan Pryce: che cantava e ballava già in Evita, ma nei panni di Peron doveva fare il serio….

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