Dalla rassegna stampa

«Per Virginia mi sono spogliata della bellezza»

Il film è appena uscito negli Usa e l’attrice sembra già avviata all’Oscar. Nel cast anche la Moore e la Streep

Nicole Kidman, trasfigurata in «The Hours», interpreta la Woolf. Intimità saffiche: nessun imbarazzo

DAL NOSTRO INVIATO
LOS ANGELES – «Mi affascina, nella letteratura di Virginia Woolf, il tema del tempo. Nessuno come lei ha vissuto di attimi avendo, però dentro di sé la coscienza malinconica e critica delle ore che ci staccano dalla felicità», dice pensierosa Nicole Kidman. L’attrice sorride quando le si dice che Hollywood ha coniato da mesi uno slogan, «chi ha paura di Nicole Woolf?», per sottolineare la sua corsa ormai data per sicura ai prossimi premi Oscar con The Hours… .
Il film, appena uscito negli Stati Uniti, racconta la storia di tre donne in diversi periodi storici. Protagoniste sono tre dive: la Kidman (Virginia Woolf), Julianne Moore (donna in crisi negli anni Cinquanta) e Meryl Streep (una signora di oggi). Queste ultime due leggono «Mrs Dalloway» della Woolf. C’è un altro filo conduttore: la bisessualità dei tre personaggi.
La bella Nicole Kidman è irriconoscibile nella storia. Ha usato un naso posticcio, si è scurita i capelli, ha nascosto il corpo in abiti informi.
E’ vero che non voleva accettare il ruolo?
«Sì, ci ho pensato molto. Volevo capire. Dopo la proposta del regista Stephen Daltry mi sono chiusa in una stanza, nella casa di Los Angeles, di fronte al Pacifico, e ho riletto due libri della Woolf, soprattutto i racconti di ”A Haunted House”. Poi la mia vita è cambiata, il mio matrimonio con Tom Cruise si è rotto…».
E allora?
«Allora ho annunciato al mio agente che non ce l’avrei mai fatta a interpretare la Woolf: rinunciavo. Ho detto: ”Non posso tenere sempre una sigaretta tra le dita in scena”. Fragile scusa. Sono una persona molto timida e le mie paure stavano riaffiorando. Poi sono entrata nel ruolo giorno dopo giorno, con intensità e dolore, che erano anche nella mia vita».
Pensa che il suo personaggio possa conquistare i giovani?
«Sì. Sono andata in una libreria a Santa Monica, c’erano i libri della Woolf in primo piano, i ragazzi li comperavano. Mi sono sentita forte, ho pensato che le loro emozioni si apriranno, che i libri e forse il film resteranno per sempre dentro di loro».
Nessun imbarazzo nell’imbruttirsi?
«Ho anche sorriso segretamente perché i miei due bambini mi dicono sempre: ”Non sei la nostra mamma e non ci piaci con quel naso finto”. Invece, io sono anche quell’inquieta Woolf. Secondo me, Virginia era bellissima, aveva qualcosa che spesso manca al mio volto di bionda. Ecco, per lei mi sono spogliata della mia immagine.
E i baci con altre donne?
«Nessun imbarazzo. Sono attimi di complice desiderio di vita, tra immaginazione e realtà. The Hours , lo auspico, segnerà un anno in cui noi attrici avremo grosse occasioni per raccontare i turbamenti delle donne, madri, mogli».
Infatti, lei ha altri tre film pronti. Ed è candidata ai Globi d’oro…
«Il mio primo impegno, a parte i premi (non mi aspetto alcunché e l’Oscar deve andare a Meryl Streep per il nostro film) è, a metà gennaio, l’American Cinematheque di Hollywood dove mi dedicheranno una retrospettiva».
Quel giorno, che cosa ricorderà?
«La ragazza tutta riccioli che veniva rifiutata ai provini, i film con Tom Cruise in giro per il mondo, i turbamenti di ”Eyes Wide Shut” di Kubrick, l’impegno di tutti noi Kidman per aiutare mia madre a sconfiggere una malattia, i miei bambini…».
Se dovesse scegliere un suo film?
«Sempre l’ultimo: ho finito ”Cold Mountain” sulla Guerra Civile americana. Un regalo per me, che sono un’appassionata di storia oltre che di moda, libri, viaggi, scalate rischiose. Come insegna la ”mia” Virginia Woolf: ”Qualcuno, qualcosa deve morire perché tutti gli altri possano valutare di più la ricchezza della vita”».


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