Dalla rassegna stampa Cinema

Femme Fatale

… ennesima incarnazione della donna che visse due volte, che ruba un prezioso corpetto di diamanti nel rapporto lesbico nelle toilettes del Palazzo del cinema di Cannes…

Partire dalla platea in questo insinuante thriller di De Palma è come viaggiare nell’ottovolante di un cinema che non si sa dove atterrerà, ma sa tenere la cinepresa sempre al posto giusto. L’immagine vola diretta nell’inconscio: desideriamo vedere esattamente e solo ciò che lo schermo inquadra. Ha ragione il regista a dire che Femme fatale, è un noir che sfuma nel sogno, con stile fantastico e un modo personalissimo di poggiarsi su cose e persone. Naturalmente guai a cercare una logica nella storia della bellona, ennesima incarnazione della donna che visse due volte, che ruba un prezioso corpetto di diamanti nel rapporto lesbico nelle toilettes del Palazzo del cinema di Cannes. Poi si sostituisce a un’altra, ha terribili presagi, incontra il fotoreporter fisso alla finestra, fanno sesso: e infine la realtà si riannoda, sliding door aperta sul Dubbio. Si tratta di un divertimento cinefilo, non a senso unico, impastato di paura, in cui De Palma, dopo la parentesi su Marte, riprende a divertirsi col suo maestro Hitchcock, confermandosi uno dei pochi cineasti di oggi innamorati del «mezzo» cinema, grimaldello per entrare in zone oscure della personalità e dichiarare la prepotenza surreale delle immagini, impari alla macchinosità del complotto e dei dialoghi, Non a caso, dopo la straordinaria sequenza iniziale, per la nostra eroina inizia in vasca da bagno un incubo che rimbalza tra realtà e immaginazione, usando il richiamo del sesso che si addice alla seducente, misteriosa Rebecca Romjin-Stamos più che al concreto temperamento latino di Antonio Banderas, che seduce in pura pelle.

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