Dalla rassegna stampa

A LOCARNO. Il leccese Pisanelli racconta Don Vitaliano prete no global

… molte critiche da parte delle stesse gerarchie ecclesiastiche sono piovute su Don Vitaliano per la solidarietà manifestata verso il movimento gay-lesbian. …

Un documentario coprodotto dal barese Domenico ProcacciE il festival premia il regista Sidney Pollack col Pardo d’oro alla carrieraLOCARNO Dopo Rupert Everett, che ha rivendicato l’attualità di Oscar Wilde, il Festival internazionale del film di Locarno ha acclamato Sydney Pollack tributandogli un meritatissimo Pardo d’oro alla carriera. Frattanto, in Piazza Grande, le piogge scroscianti stanno rendendo quasi impraticabili le proiezioni sul gigantesco schermo, lasciando appena il tempo per ringraziare l’affollatissima audience allo stesso Pollack, il quale ieri ci ha parlato dei suoi imminenti progetti, che non riguardano la regia, bensì la produzione di una nuova versione di Un americano tranquillo di Graham Greene (dopo il controverso film di Mankiewicz degli Anni ’50). A dirigerlo sarà Philip Noyce. Altro impegno di rilievo da produttore è Cold Mountain, che vedrà dietro la macchina da presa Anthony Minghella. Ad interpretarlo saranno Nicole Kidman, Jed Law, Natlalie Portman e Renèe Zellwegger. C’è poi The assumption che, se fossero riusciti a smettere di litigare, avrebbe avuto Walter Salles come regista e Benicio Del Toro come protagonista. Invece ora la regia sembra essere passata a Richard Eyre. Ma, per quanto ci riguarda, molta della curiosità si sta concentrando non sui grandi eventi, bensì sulla sezione del concorso destinata alle opere in video, sempre più presenti e competitive sullo stesso mercato cinematografico. La competizione video locarnese infatti, dopo il bel documentario del napoletano Vincenzo Marra sui tifosi napoletani, una volta tanto raccontati lontano dagli stereotipi violenti, ci ha consentito di vedere un altro pregevole documentario, Don Vitaliano, diretto dal leccese Paolo Pisanelli e prodotto dalla Fandango Film di Domenico Procacci, dalla ndigo Film e da Tele+, che lo programmerà sulle sue emittenti in prima serata a novembre. Don Vitaliano racconta, in maniera molto sobria ed efficace di un sacerdote molto sui generis, di cui i mass media si sono molto occupati contestualmente al movimento deli no-global e ai fatti di Genova e del G8. Don Vitaliano infatti, vicino per ispirazione e spessore civile a Don Milani, ma anche alla figura di Danilo Dolci, ne rappresenta a tutt’oggi uno dei più emblematici interpreti. Gli appelli alla disobbedienza civile e al pacifismo attivo hanno fatto di Don Vitaliano, parroco di Sant’Angelo a Scala, nell’avellinese, oltre che un aderente alla battaglia alla globalizzazione occidentalizzata, anche un sostenitore della causa per la ricostruzione delle chiese dopo il terremoto in Irpinia. In particolare, a prescindere dall’appoggio offerto ai no-global, molte critiche da parte delle stesse gerarchie ecclesiastiche sono piovute su Don Vitaliano per la solidarietà manifestata verso il movimento gay-lesbian. Il film di Paolo Pisanelli rappresenta dunque un modo di raccontare in diretta fatti, personaggi e contesti, come nemmeno il cinema di finzione in Italia oggi riesce a fare con adeguata cognizione di causa.


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