Dalla rassegna stampa Cinema

Incantevole Almodovar tra eccessi e passioni

Parla con lei ai chiostri del Vittadini: ecco un altro film da non perdere”

PAVIA. Una materia fatta di lacrime, eccessi, passioni impossibili, disgrazie dietro l’angolo, eventi improbabili, Parla con lei””, il film che sarà presentato stasera alle ore 21.30 al chiostro dell’Istituto Vittadini. Ma che Pedro Almodovar trasforma in un film suggestivo, ironico, commovente, a volte spiazzante con quel macho giornalista che piange ad uno spettacolo di danza.E con quell’ambiguo infermiere che si dichiara omosessuale per poter continuare a star vicino, e toccare e altro, alla sua amata, immobile in un letto d’ospedale, in stato vegetativo a causa d’un incidente automobilistico. È in ospedale che i due uomini, fragili ciascuno a suo modo, incontratisi per caso a teatro, si conoscono e diventano amici.Amicizia virile, cementata dalla stessa disgrazia (anche la fidanzata del giornalista è in coma: era una torera che ha preteso troppo dalla sua bravura o forse si è voluta sacrificare) e dalla diversità di comportamento.Le loro storie vengono narrate a intreccio, con salti temporali in avanti e all’indietro, in una apparente confusione che sembra renderle parallele. Ma alla fine in qualche modo si incroceranno, perché i sentimenti non sono statici, immobili, immoti.Ogni passaggio, a cominciare dal prologo e dall’epilogo costituiti da brani di “”Café Müller”” e “”Masurca Fogo”” di Pina Bausch per proseguire con il delizioso falso in bianco e nero girato alla maniera del cinema muto e con la sequenza di Caetano Veloso che canta una struggente “”Cucurrucucu Paloma””, ogni dettaglio, ogni cambiamento spazio-temporale e ogni accompagnamento musicale è controllato da Almodovar con tale maestria e perfetto equilibrio interno, che l’incanto delle immagini, i colori caldi, la forza degli attori finiscono per comporre davvero un piccolo miracolo cinematografico, che non tradisce l’irriverenza grottesca del regista, ma la depura, l’essenzializza, la fonde nell’impeto estremo dell’amore e della morte. “

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