Dalla rassegna stampa Cinema

Parla con lei, il messaggio omosessuale è diagonale

…Il messaggio omosessuale sulle insidie dell’«orrida fenditura» è più diagonale del solito per il regista, ma per tutti gli altri è chiaro come al solito…

Pedro Almodóvar ha una consolidata propensione per gli sfondi ospedalieri, oltre che per le situazioni. Disperate ma non serie. Dopo gli espianti d’organi di Tutto su mia madre (1999) vengono ora i coma profondi di “Parla con lei”, un film su manifestazioni eterosessuali ancora meno normali di quelle omosessuali. C’è infatti lo stupro di Leonor Watling, che resta incinta e risorge dal coma partorendo, mentre il miracoloso fecondatore, un infermiere fino a quel momento vergine (Javier Càmara), si uccide in carcere. C’è un’altra comatosa (Rosario Flores) – per incornata in corrida, non siamo in Spagna? – che lascia due vedovi, un autore di guide turistiche (Darìo Grandinetti) e un torero, cioè l’ex amante che segretamente ha smesso di essere ex. Ma le due moribonde sono solo un pretesto. I veri protagonisti sono Càmara e Grandinetti, fisicamente e caratterialmente opposti, eppure reciprocamente attratti da un’amicizia che diverrebbe qualcos’altro senza la morte del primo. Il secondo ne eredita e ne abiterà l’appartamento, occupandosi della donna amata dall’infermiere più per identificazione con lui che per propensione per lei. Solo Almodóvar poteva fare impunemente di uno stupratore ai limiti della necrofilia – un personaggio positivo, senza finire linciato dal femminismo giornalistico mondiale.. L’atto sessuale normale, se tale si può dire quello sotteso a “Parla con lei”, è quello che interessa meno al regista, che ne fa l’allegoria attraverso un film muto di sette minuti all’interno di “Parla con lei”. L’ha girato girato lui stesso, ma finge che risalga al 1924. E’ Amante menguante, l’amante che si rimpicciolisce per avere sperimentato un farmaco ideato dall’amata, fino a raggiungere le dimensioni di un pene e, come tale, introdursi nel sesso di lei. La trovata, che non è finissima, si regge su una cespugliosa vulva artificiale che potrebbe fare coppia con la megamammella di “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso” di Woody Allen. Ma quel che Allen bramava, Almodóvar lo mostra come un trabocchetto che inghiotte il maschio e lo restituisce solo per consegnarlo alla prigione e ella morte. Il messaggio omosessuale sulle insidie dell’«orrida fenditura» è più diagonale del solito per il regista, ma per tutti gli altri è chiaro come al solito. Infatti il film scorre nitido e oleato nella sua iperrealtà. Solo dopo la fine ci si rende conto di quanto sia bravo un autore che vi coinvolge per quasi due ore con, un soggetto così.

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