Dalla rassegna stampa Cinema

Election

…L’opera di Payne – la sua seconda prova dopo “Citizen Ruth” – ambientata in una high school statunitense e premiata per la regia e la sceneggiatura agli Independent Spirit Awards, ha una marcia in più…

L’eccezione alla regola. I film adolescenziali sono spesso terribilmente piatti: sceneggiatura striminzita, batticuori melensi, battute banali, recitazione mediocre. L’opera di Payne – la sua seconda prova dopo “Citizen Ruth” – ambientata in una high school statunitense e premiata per la regia e la sceneggiatura agli Independent Spirit Awards, ha una marcia in più. La produzione made in MTV potrebbe lasciar presagire un film demenziale artificiosamente trasgressivo. L’opera di Payne, invece, si spinge oltre il puro divertimento, sfiora la satira socio-politica e rende un microcosmo scolastico rappresentativo degli States. Inoltre, guarda i teen-ager con occhi realistici. Gli adulti possono essere ipocriti e cinici, ma certi ragazzi non sono da meno, anche nei confronti dei loro coetanei.

E’ il caso di Tracy Flick, studentessa modello, enfant prodige di una hostess ambiziosa e frustrata, che spinge la figlia ad essere sempre la numero uno. Tracy si candida alla presidenza del consiglio studentesco e organizza una campagna elettorale degna di Hillary Clinton. Uno dei suoi insegnanti, Mr. McAllister, dopo aver saputo del flirt di un suo collega con Tracy, decide di osteggiarla. Sostiene la candidatura di un altro studente, Paul Metzler, un ragazzone sportivo ma poco scaltro. Scende in lizza anche la sorella di quest’ultimo, un’adolescente gay, contestatrice e nichilista. Rivalità e gelosie innescano una serie di colpi bassi. Intanto, Mr. McAllister, che in classe sfoggia discorsi sull’etica, è lungi dall’essere irreprensibile: tradisce la moglie con l’ex del suo amico e falsifica i risultati elettorali. Tracy, però, non si rassegna alla sconfitta e passa al contrattacco.

In questa caustica dark comedy gli antefatti vengono ricostruiti da più voci narranti fuori campo, ma non si sa fino a che punto ognuna di esse sia attendibile: il risultato è la molteplicità dei punti di vista. La variazione di prospettiva è puntualmente segnalata dal fermo immagine. Ma oltre ai frame congelati, non mancano dissolvenze, flashback, sequenze che imitano i filmini amatoriali con i ricordi d’infanzia. Nonostante tutto, l’azione si sviluppa in modo coerente e coeso. Il ritmo non viene mai meno. I personaggi sono a tutto tondo, né buoni né cattivi, soli e in cerca di rivalsa. L’interpretazione di Reese Witherspoon, già nel cast di “Pleasantville”, è più che convincente. Certo, “Election” è pur sempre un Blockbuster movie. Ma contiene qualche chicca, come la scena in cui i tre candidati rivolgono a Dio le proprie preghiere.

da Tempimoderni.com

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