Dalla rassegna stampa Cinema

Bugie Rosse

Beh, se questo è il famoso film medio, di genere, di cui avrebbe bisogno il nostro cinema in cattive acque, meglio chiudere bottega. . .

Beh, se questo è il famoso film medio, di genere, di cui avrebbe bisogno il nostro cinema in cattive acque, meglio chiudere bottega e stringersi attorno agli autori. Si chiama ‘Bugie rosse’, l’ha diretto il giovane Pierfrancesco Campanella ed esce nelle sale distribuito, chissà perché, dalla potente Warner Bros. Trattasi di ‘articolo 28′: e c’è da sperare che la nuova legge sia un po’ più rigorosa della vecchia nell’elargire i finanziamenti pubblici. (…) Se l’idea era di rovistare nell’inconscio omosessuale di un giornalista sciupafemmine, per drammatizzarne le contraddizioni esistenziali e i dubbi professionali, i risultati sono semplicemente disastrosi. Anche perché il povero Tomas Arana, valente volto teatrale con Falso Movimento nonché cattivo riscoperto a Hollywood, caracolla per tutto il film con l’aria smarrita di chi sta lì solo per onorare il contratto; al pari della sprecata Alida Valli, mamma troppo premurosa per non destare sospetti; mentre la più convinta (anche perché coproduce) sembra Gioia Scola: moglie infelice e sospettosa che recupera il legame periclitante col marito gettando alle ortiche il look da vamp.

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