The Intervention

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The Intervention

Un bel regalo questa prima visione assoluta, perfettamente doppiata, scritta, diretta e interpretata dalla brava attrice, lesbica dichiarata, Clea DuVall, qui al suo debutto nel lungometraggio. E’ forse la prima volta che vediamo la tematica lesbica così bene integrata in una storia di relazioni varie, tanto da diventare predominante ed assolutamente normale, cioè senza il fardello delle solite discriminazioni più o meno omofobiche. Il film è una commedia drammatica (ben bilanciata tra le due categorie) che utilizza il trucchetto ( molto spesso utilizzato al cinema, basti pensare al “Grande freddo”) del fine settimana che vede riuniti un gruppo di amici per fare emergere i problemi di ciascuno, con segreti, divergenze e aspettative tenuti nascosti fino a quel momento. Qui abbiamo tre coppie, due etero ed una lesbica, che organizzano un weekend in una bellisssima residenza di campagna, sulle rive del lago, con l’obiettivo di convincere alla separazione, leggi divorzio, una quarta coppia, sposata e con tre figli, che a parer loro stanno soffrendo una convivenza ormai senza amore. Sono tutti amici di lunga data, compresa qualche stretta parentela (due sorelle). Un’abile sceneggiatura ci convince presto che i problemi non sono solo tra Ruby (Cobie Smulders) e Peter (Vincent Piazza), la coppia sposata e sull’orlo del divorzio, dove Ruby si lamenta che da sei mesi non fanno più sesso (a dire il vero è una delle poche cose che non siamo riusciti a comprendere, sospettando che magari Peter avesse cambiato sponda, fortunatamente non vero). Anche nella coppia lesbo, Jessie (DuVall), sorella di Ruby, e Sarah (Natasha Lyonne), c’è qualcosa che non va, a partire dal fatto che sebbene siano fidanzate da tre anni vivono ancora separate, ognuna per conto suo (Jessie dice che ha bisogno del suo spazio). In realtà veniamo a sapere che questa è la prima relazione lesbo di Jessie con una donna coetanea, mentre prima frequentava solo giovanissime. Il problema è quindi della certezza in amore, cioè del fatto di essere sicuri di aver scelto la persona giusta. Il film sembra volerci dire che in amore, più della reciproca attrazione, conta l’effettiva sintonia tra le persone. La coppia formata da Jack (Ben Schwartz), del quale scopriremo pian piano il passato, e Sarah (Natasha Lyonne), una ragazza molto più giovane di lui, dice di stare insieme solo per divertirsi, tanto che Sarah, con la massima noncuranza, come fosse un suo diritto, tenta un approccio lesbo con Jessie (ha capito di rientrare nel suo target), avendo in precedenza chiarito con Jack questa possibilità (cioè di aver già avuto gradite esperienze lesbo). La coppia formata da Annie (Melanie Lynskey) e Matt (Jason Ritter) è sicuramente la più divertente e drammatica nello stesso tempo. Sono fidanzati da tempo ed ora finalmente hanno deciso la data delle nozze. A noi viene subito qualche sospetto quando Annie, abbracciata alla lesbica Jessie le sussurra all’orecchio di aver sempre desiderato delle ‘coccole’ con lei. Il suo principale problema sembra essere la dipendenza dall’alcool, ma per tutto il film la vediamo in prima fila nel proporre il divorzio ai due sposi infelici. Gatta ci cova e scopriremo perchè… Tutte storie interessanti, realistiche, interconnesse, con ottime interpretazioni capaci di creare empatia per ogni personaggio, indipendentemente da qualsiasi giudizio morale. Della serie la verità vi farà liberi. Il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Sundance 2016.

synopsis

A young couple, Peter and Ruby, are married with three children. On a weekend trip a tight-knit group of friends confront them about their constant bickering and propose they divorce. Reacting in anger, the couple clearly realize the truth in what their friends are trying to say; nonetheless, they remember their old feelings for each other and decide instead to strive to improve their relationship. Later, the intervention is turned around on Annie (Lynskey) and her alcohol problem, while she begins to realize that her conspired marriage intervention for Ruby and Peter may have been based on her suppressed doubts about her own impending wedding.

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Un commento

  1. Una bella commedia, ben scritta e ben recitata, buon ritmo. Certo il tema del riunirsi in un weekend tra parenti e amici non è nuovo, ma questo film si lascia guardare con leggerezza e senza tante pretese. Brava la regista che è anche attrice nel film.

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