Hawaii

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Hawaii

Martin sopravvive grazie a lavori occasionali, ed è alla ricerca di un’occupazione stagionale; quando lo scrittore Eugenio riconosce in lui un amico d’infanzia, gli offre di occuparsi della sua villa. È l’inizio di un legame che andrà oltre l’amicizia e le differenze sociali, una relazione in bilico tra gioco di potere e reciproca attrazione. Marco Berger, dopo Plan B (pellicola diventata un piccolo cult movie nel circuito queer) e Absent, vincitore del Teddy Award al Festival di Berlino, gira un film improntato sulle dinamiche psicologiche che entrano in gioco nel momento in cui una potenziale storia d’amore resta impigliata nelle maglie del divario sociale, evitando però di scivolare nella trappola di un film “a tesi”. La sottile magia di Hawaii è tutta nei silenzi, nei gesti e nel gioco di sguardi dei due protagonisti. Dice Berger: “Mi sono interrogato sulle dinamiche di una relazione tra qualcuno che si trova in una situazione agiata nella vita e qualcuno che ha bisogno di aiuto, ritraendo il gioco crudele imposto dalla società e il modo in cui entrambe le parti lo affrontano”. (Gender Bender)

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11 commenti

  1. Leonardo

    Ho scoperto M. Berger per caso, da Plano B in poi ho “divorato” tutto quello che ha diretto fin’ora , il suo cinema di genere coglie l’essenza delle fragilità omosessuale detta e/o non detta , mai volgare e tantomeno ostentata da fumetto. Un titolo manca alla mia collezione tale “Mariposa” del 2015 presentato alla Berlinare di quell’anno..ahimè ho solo la versione originale non sottotitolata, qualcuno può aiutarmi? Buon lavoro a tutti.. cmq!!

  2. This movie is so exquisite and enchanting. I have already watched it 15 times! I was mesmerized by Mateo Chiarino especially his beautiful and innocent puppy looks. I wish he will have more great works to come, because I can’t have had enough of him. Support you forever, Mateo Chiarino!

  3. De La Croix

    Decisamente un bel film!
    Bella colonna sonora, bella recitazione, i dialoghi sono alquanto sporadici ed è un film molto lento, ma godibile al massimo.
    Non è una storia che cambia la vita, ma non credo fosse questo l’intento del film, però ti lascia con il fiato sospeso fino alla fine.
    In un mondo in cui tutto avviene di corsa e siamo abituati a scambiarci al massimo un paio di battute prima di andare al sodo, questo film inverte la tendenza, lasciando spazio alla conoscenza, quella vera, e alla fiducia, tutta da guadagnare.

  4. Marco Berger mi era piaciuto nel suo primo film Plan B e dispiaciuto alquanto nel secondo Ausiente. Ora il regista argentino torna in gran forma e ci regala quello che a mio giudizio è il top delle sue creazioni : HAWAII. Che non ha nulla a che fare con le isole Hawaii se non in senso traslato , come luogo immaginario d’amore e di libertà. Il film è la lunga parabola erotica che sfocia nell’amore tra due timidi ragazzi in uno scenario bucolico e segreto , quasi una bolla da cui il mondo esterno è escluso. Unica fugace apparizione il fratello di Eugenio che all’improvviso ci rivela che Eugenio è un gay tutt’altro che ingenuo ma che con Martin è come paralizzato. Berger fa film costruiti solamente su sguardi e primi piani e pochissimo dialogo ma qui la tensione sessuale è ai massimi. I reciproci occhieggiamenti, i nudi che baluginano all’improvviso , le carezze appena accennate sono molto più erotiche che esplicite scene di scopaggio in un film porno. Unico neo di sceneggiatura il primo bacio. Come in un romanzo di Harmony Eugenio , il più scafato , si ritrae . Perchè ? Non è spiegato.I due attori sono bravissimi e reggono magnificamente i lunghi silenzi e i “cupidi” sguardi. Da vedere. Voto 8

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trailer: Hawaii

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Anteprima nazionale al Festival Gender Bender di Bologna (cinema Lumière, via Azzo Gardino 65) il 26 ottobre 2013 con la presenza del regista.

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In Hawaii, Marco Berger’s universe of male obsessions migrates from the capital city to a bucolic province town. Eugenio spends the summer house-sitting for his uncles, in a house that was once his, while seeking inspiration for a script he’s writing. Martín has no job, so he volunteers to work in that house fixing all kinds of things. They met a long time ago when they were kids, and haven’t seen each other since.
But the relationship reestablishes based on deceit: Martín has no place to sleep, but he lies to Eugenio. And Eugenio’s interest in Martín seems to go beyond friendship. Slowly, their relationship starts to build on that weak structure that mixes camaraderie with furtive staring, conversations about the past and the future, and emotional hugs. In that game, Hawaii (the paradise island) appears as an idyllic and perfect future, but a fictitious one. During that summer, and in that place, Eugenio and Martín will have to decide what do they want from the real world and take the riskiest decisions.

NOTE DI REGIA:

I wanted to work with social boundaries framed in a love story, as classic tale of classes but from a contemporary perspective. I was wondering about the dynamics of the relationship between someone in a comfortable position in life and someone that is helpless, portraying the cruel game the society proposes and how both sides deal with it. I continued to work from a personal point of view by using two men as the lead characters.

NOTE DI PRODUZIONE:

Hawaii is a film about a helpless man that is reunited with a childhood friend who helps him, thus creating a bond that goes beyond friendship.
Martin seeks for an odd job at Eugenio’s house. When Eugenio recognizes Martin as a childhood friend, and realizes his current situation, he decides to give him work for the summer. Unintentionally, a power & desire game is generated and a strange relationship starts to grow, but it cannot flourish mostly because of the social differences that grew between them since childhood. This kind of barrier typical in Jane Austen’s novels is resignified in a contemporary story of social classes.
The film is about solidarity but also about the power game that is generated when one person is relying on another. The idea is to explore power, helplessness, social boundries, brotherhood, desire and love.
Similar to Plan B, Hawaii is a small & simple story, easy to shoot independently. All the film takes place in summer, in a countryside house, and only two characters carry the story forward. Working with a small team, the film can be shot with $40,000.

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