Tab Hunter

Tab Hunter
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  • Data di nascita11/07/1931
  • Data di morte08/07/2018
  • Luogo di nascitaNew York/USA
  • Luogo di morteSanta Barbara, California

Tab Hunter

Contemporaneo di Rock Hudson e Anthony Perkins (di cui fu amante per alcuni anni, ancora prima che Perkins raggiungesse la fama con Psyco) ebbe la carriera stroncata dopo che una rivista di gossip lo rivelò come omosessuale in seguito al suo arresto per atti osceni in un party gay. Relegato per diversi anni in film d’azione o ramantici di serie B (grazie alla sua bella presenza fisica) tornò ad un relativo successo con la partecipazione al film “Polyester” di John Waters. Fu in questa occasione che si dichiarò ufficialmente gay, rifiutando però sempre la definizione di “icona gay”. Nel 2005 pubblica la sua autobiografia (vedere foto sotto) che diventa un bel documentario, “Tab Hunter Confidential”, nel 2015.

Hunter nacque dal matrimonio di Charles Kelm con Gertrude Gelien, una coppia di immigrati tedeschi che divorziarono pochi anni dopo la nascita del figlio. Hunter e il fratello crebbero in California, dove la madre si era trasferita. Durante gli anni dell’adolescenza praticò diversi sport, eccellendo nel pattinaggio artistico e nell’equitazione. All’età di 15 anni abbandonò la scuola per entrare nella Guardia Costiera, dalla quale fu poi congedato per aver mentito sulla propria età.

Dopo aver assunto il definitivo nome d’arte di Tab Hunter, suggeritogli dal suo agente Henry Wilsson, il diciottenne Hunter fece il debutto cinematografico con un ruolo minore nel film drammatico Linciaggio (1950) di Joseph Losey. L’aspetto attraente e il fisico atletico gli consentirono di ottenere un ruolo romantico nel film L’isola del peccato (1952), accanto a Linda Darnell, e alcune parti da co-protagonista in pellicole d’avventura come Il segreto del Sahara (1953), Ritorno all’isola del tesoro (1954) e La belva (1954).

La definitiva consacrazione giunse prima con un episodio della serie televisiva Climax! (1955), in cui Hunter interpretò il ruolo di Jimmy Pearsall, sfortunato giocatore di baseball dei Red Sox di Boston, che dovette concludere precocemente la brillante carriera sportiva a causa di un esaurimento nervoso, e quindi con il film bellico Prima dell’uragano (1955), in cui interpretò il giovane Marine Danny Forrester, che ha una relazione sentimentale con una donna più anziana di lui ma finisce per sposare la brava ragazza della porta accanto (Mona Freeman).

Il giovane attore divenne immediatamente una delle maggiori star maschili della Warner Brothers, idolatrato dalle teenager d’America per il suo bell’aspetto di ragazzo biondo e atletico, e malgrado la sostanziale inesperienza nella recitazione e lo sfavore della critica. Nei due film successivi, Le colline bruciano (1956) e La ragazza che ho lasciato (1956), formò una coppia cinematografica di grande seguito presso il pubblico femminile con la giovane attrice Natalie Wood.

La seconda metà degli anni cinquanta fu il periodo di maggior successo per l’attore sul grande schermo, culminato con il ruolo di Joe Hardy, giocatore di baseball del team di Washington D.C., protagonista del vivace musical Damn Yankees! (1958), versione cinematografica di quello che era stato uno dei maggiori successi musicali a Broadway. Nello stesso periodo l’attore incise alcuni hit di successo in qualità di cantante, come Young Love (1957) che raggiunse la posizione n. 1 negli Stati Uniti per quattro settimane e la n. 10 in Olanda, e Ninety-Nine Ways (1958), esibendosi in tale veste sul piccolo schermo nel Pat Boone Chevy Showroom (1958) e nel The Ford Show, Starring Tennessee Ernie Ford (1960). Nello stesso anno Hunter debuttò con un suo spettacolo personale, il Tab Hunter Show, che fu però cancellato al termine della prima stagione, dopo soli 32 episodi.

Durante gli anni sessanta la carriera di Hunter fu piuttosto discontinua, con sporadiche apparizioni sul grande schermo in pellicole d’avventura come I commandos dei mari del sud (1963) e 20.000 leghe sotto la terra (1965), alternate ad alcune brevi interpretazioni per la televisione. Nella seconda metà del decennio l’attore si trasferì in Europa per girare alcuni film d’avventura e western come La mano del destino (1967), Agguato nel sole (1967) e Quel maledetto ponte sull’Elba (1969). Negli anni settanta si limitò a comparire in singoli episodi di serie televisive di successo, come Cannon (1972), Difesa a oltranza (1972), L’uomo da sei milioni di dollari (1975), Ellery Queen (1976) e Hawaii Squadra Cinque Zero (1978).

L’occasione per un inatteso rilancio giunse all’inizio degli anni ottanta, grazie a due felici incursioni nel genere trash quale partner dell’attore e drag queen Divine, prima in Polyester (1981) di John Waters, e quindi in Lust in the Dust (1985) di Paul Bartel, pellicole in cui si divertì a riproporre il proprio vecchio ruolo di “belloccio” in chiave satirica. Apparve inoltre nel musical Grease 2 (1982), in cui cantò il motivo Reproduction nei panni dell’insegnante supplente Mr. Stuart, e nell’horror I demoni della mente (1988).

Vita privata
In occasione della pubblicazione del volume autobiografico Tab Hunter Confidential: The Making of a Movie Star, avvenuta nel 2005, l’attore ha confermato la propria omosessualità, della quale circolava voce fin dai tempi del grande successo negli anni cinquanta, descrivendo le difficoltà esistenziali vissute a Hollywood in un’epoca in cui la vita privata delle star era continuamente sottoposta all’attenzione del pubblico e della stampa, e la condizione di omosessualità poteva compromettere o addirittura distruggere una carriera.

Negli anni cinquanta, periodo in cui intrattenne una lunga relazione sentimentale con il collega Anthony Perkins, Hunter fu spesso bersagliato dalla rivista scandalistica Confidential, temutissimo magazine di cronaca rosa che più volte tentò di rivelare scandali a sfondo sessuale[1], ma la sua carriera riuscì a non rimanere danneggiata dai pettegolezzi. L’attore, stabilmente legato dal 1982 al produttore Allan Glaser, si dedicò in seguito alla produzione cinematografica indipendente, e all’equitazione.

Muore per arresto cardiaco l’8 luglio 2018, tre giorni prima del suo 87 ° compleanno. Secondo il suo compagno Glaser, la morte di Hunter è stata “improvvisa e inaspettata”.

(Wikipedia)

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