10 migliori articoli del 2016

Veramente difficile selezionare quest’anno 10 articoli sui tantissimi che sono stati pubblicati sui vari media, sollecitati anche da eventi di grande rilevanza come la legge sulle unioni civili, la strage di Orlando, le aperture di papa Francesco, le sentenze sulle adozioni gay, ecc. Dobbiamo quindi confessare di avere scelto quasi a caso, preferendo quelli che, rileggendoli oggi, ci hanno ancora commosso o in qualche modo stuzzicati. Un’altra preferenza l’abbiamo forse accordata ad articoli più collegati coi settori di nostra competenza come cinema e libri. Purtroppo dobbiamo dire che nell’arco dell’anno non sono mancati anche articoli assai negativi nei nostri confronti, fortunatamente pubblicati quasi esclusivamente su testate web secondarie (oppure testate nate con il preciso compito di combatterci, vedi articoli della nostra rassegna stampa con tag “articoli antigay“). Naturalmente non vogliamo dargli ulteriore pubblicità, anche se a volte conoscere il nemico può essere utile per meglio smascherarlo. A breve implementeremo questa classifica con quella delle migliori intere pagine che i quotidiani ci hanno dedicato.

Classifica

  1. Se il gender a scuola aiuta a combattere le discriminazioni

    di Michela Marzano (La Repubblica)

    … Papa Francesco non fa altro che ripetere quanto già detto altre volte: il gender a scuola è un’ideologia pericolosa. Dando così credito a quanti sostengono che ormai, nelle scuole, si insegnerebbe ai più piccoli che possono scegliere se essere ragazzi o ragazze, cambiare sesso a piacimento, e decidere quali tendenze sessuali privilegiare o meno. Ma è questo che si insegna a scuola oggi?…

  2. Dall’omofobia alle unioni civili la lunga marcia del cittadino gay

    di Natalia Aspesi (La Repubblica)

    … Citizen gay lo si legge come uno stupefacente racconto che alla fine obbliga a chiedersi come sia possibile che ancora oggi esistano la violenza omofobica (in Italia non si riesce ad avere una legge che la punisca), e tutte le altre omofobie, da quella che si appella innaturalmente alla natura, a quella interiorizzata negli stessi gay e lesbiche.
    Il cittadino gay in buona parte del mondo democratico ha diritto al vero matrimonio e quasi sempre all’adozione, e per esempio alla nostra televisione stanno ridando una imperdibile fiction…

  3. Perché Francesco non fa più notizia sui gay

    di Aurelio Mancuso (Huffingtonpost)

    Prima ci fu “chi sono io per giudicare un gay” che spopolò sui media del mondo per giorni interi, poi è arrivato recentemente “la chiesa deve chiedere scusa alle persone omosessuali”, qualche titolo, rari commenti e morta lì nel giro di 24 ore.
    Perché? Eppure la seconda affermazione, a ben vedere, è assai più importante della prima ed evoca un cammino di pentimento rispetto all’atteggiamento bimillenario della chiesa cattolica…

  4. Omofobia, la politica è complice

    di Mauro Grimoldi (Il Fatto)

    L’odio come l’amore hanno la caratteristica di sorprenderci. Questo per due ragioni: sorprendono perché vengono da una zona profonda, inaccessibile alla coscienza e al tempo stesso perché la scelta della direzione che prenderà il nostro sentimento è apparentemente casuale ma in realtà caratterizzata da chirurgica precisione inconscia. Per questo c’è sempre da diffidare di chi sperimenta eccessivi sentimenti di odio verso categorie predefinite…

  5. Strage di Orlando, la difficoltà italiana di dire ‘siamo tutti gay’

    di Dario Accolla (Il Fatto)

    Facciamoci una domanda, apparentemente semplice: perché si va in un locale definito, nel linguaggio quotidiano, come “bar gay”? Semplice. Viviamo in una società in cui essere persone Lgbtqi è ancora problematico. Questo si traduce nel semplice fatto che se io volessi chiedere un appuntamento al ragazzo che vedo tutti in giorni in tram, potrebbe anche accadermi di essere insultato o aggredito. Allora si va nei luoghi “abitualmente frequentati da omosessuali” per star tranquilli. Lì, se vedrò il tipo del tram, posso cercare di invitarlo a cena o avere un due di picche perché non sono il suo tipo. Ma tutto avverrebbe in un ambiente che mi prevede e che, in un certo qual modo, mi tutela. È il luogo, in altre parole, in cui si sperimenta un’identità

  6. «Un bacio» e la scuola che vorrei

    di Cristina Obber (Corriere della Sera)

    …Come quando Matteo, 17 anni, mi dice che gli omosessuali gli fanno schifo; quando chiedo a lui e ai suoi sostenitori quali altre «categorie» di persone gli fanno schifo si parla di barboni, e anche di tossici, ma senza motivazioni che oltrepassino la misera soglia del «perché sono dei falliti»; per alcuni tutto ciò che esce dal modello di maschio eterosessuale virile socialmente riconosciuto come vincente è un perdente, e allora meglio tenerlo lontano, non esserne contaminati. Meglio schifarlo, appunto….

  7. I figli adulti di coppie gay tra felicità e pregiudizi: “Le nostre famiglie sono diverse, non strane”

    di Alessandra Di Pietro

    I figli di genitori gay e di coppie lesbiche sono tra noi e molti di loro sono già adolescenti e perfino maggiorenni. Non ci sono solo i neonati o i bambini nati da inseminazione artificiale: moltissimi uomini e donne, in Italia come nel resto del mondo, hanno avuto rapporti etero, magari per un forte desiderio di genitorialità, e poi hanno fatto un coming out tardivo crescendo i loro figli con i/la nuovo/a partner…

  8. «Kirk si è ucciso perché giocava con le bambole»

    di Greta Privitera (Vanity Fair)

    Il futuro vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, è contrario ai matrimoni gay e sostiene apertamente le terapie di conversione per gli adolescenti gay e lesbiche, anche contro la loro volontà. Noi avevamo parlato con quattro persone che in passato sono state costrette dalle loro famiglie a seguire una terapia di conversione. A «curarli» fu George Rekers, psicologo della National Association for Research and Therapy of Homosexuality (Narth), ora radiato dall’ordine. Le loro storie

  9. Lettera d’amore sull’adolescenza

    di Mika (Corriere della Sera)

    Nel luglio del 2008 Ivan Cotroneo stava bevendo il suo caffè mattutino in un piccolo locale di Provincetown, in Massachusetts. Lo scrittore, ora regista, aveva appena finito di tradurre ‘Dove la terra finisce’ di Michael Cunningham, un romanzo che celebra una delle città più antiche e liberali d’America. Dopo averci lavorato per molti mesi, aveva voluto andare a trovare Cunningham e a vedere la città di persona. Fu quella mattina, davanti al caffè, che Cotroneo lesse un articolo di Newsweek sull’omicidio di Lawrence King, un ragazzo gay di quindici anni, studente di un liceo di Oxnard in California…

  10. La verità che fa male: di coming out e omofobia in 60 anni di musica italiana

    di Federico Sardo (rockit.it)

    Se l’Italia ha sempre potuto vantare in altri campi molti artisti e figure apertamente omosessuali, va detto che nel mondo della canzone, e in particolare quella più pop, la pratica del coming out è sempre stata e resta tuttora un tabù piuttosto difficile da abbattere.
    Anche se esistono brani su storie gay anche tra nomi insospettabili (famoso il caso di “Pierre” dei Pooh), e opere di musicisti eterosessuali dedicate a quelle tematiche (l’intero album “Il vestito rosa del mio amico Piero” di Gian Pieretti), tutt’altro discorso è trovare popstar che vivano apertamente le loro preferenze sessuali.

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