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HEAD UNDER WATER
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regia:
Andreas Kleinert
anno: 2007
nazione: Germania | categoria:
film festival it
genere: Thriller
durata (min.):
110
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tendenza:
Q
critica:
media voti:
--
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| contenuti:
ambiente scolastico, adolescenza
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eros(XXX):
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| flash:
Una commedia nera girata quasi come un musical, una fiaba grottesca con punte di grand guignol, il rovesciamento beffardo del mito tedesco della Heimat, la testimonianza di un talento visivo fuori dal comune, insomma un film che cavalca molti generi e tocca i più diversi registri senza seguirne nessuno fino in fondo. Ambientato nella scuola di una piccola cittadina tedesca maniacalmente pulita e ordinata, Freischwimmer travasa figure e motivi della grande cultura Europea (il liceo si chiama Kafka, la scena più dura sembra una versione horror della Classe morta di Kantor…) in uno schema da campus - movie Americano, col giovane poco dotato fisicamente (è quasi sordo, non nuota bene) che per vendicarsi dei suoi persecutori finisce per esagerare…Ma sotto la superficie scintillante di piscine olimpiche e reginette del liceo, dietro le geometrie del nuoto sincronizzato e i colori squillanti della pasticceria locale, si insinuano i veleni di una resa dei conti generazionale che affronta anche le colpe e i fantasmi dei padri assenti. Segnando il ritorno di un talento che dopo anni da habitué dei grandi festival internazionali e dopo aver raccolto una serie di trionfi nelle serie televisive, si riaffaccia sul grande schermo con un film inatteso e spiazzante, diverso da tutto ciò che il risorgente "nuovo cinema" tedesco ci ha dato in questi ultimi anni. |
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IMPORTANTE È NON FARSI NOTARE, L'
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regia:
Romolo Guerrieri
anno: 1979
nazione: Italia | categoria:
film distribuiti
genere: Comico
durata (min.):
100
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tendenza:
Q
critica:
media voti:
5,5
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| contenuti:
drag queen, travestitismo
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eros(XXX):
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| flash:
Sulle reti RAI di fine anni ’70, una quindicina d’anni prima che “Priscilla” volgarizzasse la cultura drag, imperversava un trio, lanciato da Arbore, che visse qualche anno di notorietà e di successo televisivo e musicale. Si trattava delle gloriose Sorelle Bandiera, (al secolo Tito Le Duc/La Bionda – già notissimo, see “Salon Kitty” -, Mauro Bronchi/La Brunetta, e Neil Hansen/La Rossa), tre baldi e simpatici figuri che, indossati gli abiti femminili, si davano al bel canto. Per capitalizzare il successo raggiunto sul piccolo schermo, si pensò (bene?) a un lancio cinematografico, ed il risultato è questo film. . . Nonostante la simpatia suscitata dalle Sorelle Bandiera, quasi niente si può salvare di questo incredibile pasticcio realizzato evidentemente in fretta e furia: la sceneggiatura sciatta, le battute agghiaccianti (cosa dite del sovietico che esclama: “porca trojka”?), la recitazione improbabile, i dialoghi imbarazzanti, la credibilità della trama del tutto nulla, il finale risibile. Ciò che si salva sono i costumi delle tre fatalone: un trionfo barocco di pizzi, piume, lustrini che sotterrano impietosamente qualsiasi Maria Antonietta o Wanda Osiris. Peccato, il lancio cinematografico delle Sorelle avrebbe potuto essere realizzato in modo ben diverso, ma forse il problema stava proprio nel modo in cui le stesse si porgevano al pudico pubblico dell’epoca: come drag next door, vecchie zie rassicuranti e disponibili, senza la minima allusione ed implicazione sessuale e neppure un velato cenno di trasgressione. (www.mondoculto.com) |
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IMPULSO OMICIDA
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regia:
Sam Irvin
anno: 1993
nazione: USA | categoria:
film in prima tv
genere: Thriller
durata (min.):
93
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tendenza:
Q
critica:

media voti:
--
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| contenuti:
regista gay
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eros(XXX):
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| flash:
Una tragi-comica parodia televisiva prodotta da un regista dichiaratamente omosessuale, che ruota attorno alle accuse di omicidio mosse contro Susan, una star del cinema erotico a sfondo drammatico, quando il suo produttore viene trovato morto e lei non ha un alibi. I due avevano avuto una lite in seguito all'aggressività con cui l'attrice aveva espresso le proprie preoccupazioni destate dai tentativi di stalking da parte di suoi fan. Dichiarata ricercata dalla polizia, Susan conosce Paul, un rappresentante di vendite sposato, a un congresso e lo seduce. Tuttavia le persecuzioni continuano più spaventose che mai... (G.B.) |
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IO, CALIGOLA
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regia:
Tinto Brass
anno: 1979
nazione: Italia / Usa | categoria:
film distribuiti
genere: Storico
durata (min.):
156 - 137 - 102 - 123 - 148
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tendenza:
Q
critica:

media voti:
--
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| contenuti:
promiscuità, personalità omosessuali
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eros(XXX):
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| flash:
Il film, pur non essendo a tematica specificatamanete gay, presenta diverse situazioni e personaggi gay come: la scena "jus primae noctis" quando Caligola stupra la coppia di giovani sposi; il comandante della guardia imperiale che dichiara di amare i propri soldati; l'ambiguita del consigliere Longino e la checcaggine dello zio Claudio, che diverra poi imperatore alla morte di Caligola, sono solo un esempio. Esiste poi la scena iniziale della corte di Tiberio nell' isola di Capri, un vero campionario di tutte le aberrazioni sessuali, una specie di girone infernale dove "le statue viventi", come le chiama Tiberio, si abbandonano a ogni sorta di eccessi, e poi l'orgia finale, quella che ha fatto inorridire tutti i censori e ha stroncato il film prima ancora che venisse distribuito. Per fortuna, a intervalli di tempo, sono uscite delle versioni sempre più elastiche, fino ad arrivare alla versione odierna, quella integrale. Il film è comunque diventato un "cult" del pubblico gay, quanto meno per la presenza di Malcom McDowell (l'indimenticabile protagonista di "If" e "Arancia meccanica", senza contare "Dorian" dove interpreta il ruolo di un "press agent" che si innamora di un modello) e di Peter O' Toole, altra grande icona del pubblico gay per aver interpretato personaggi del calibro di "Lawrence d'Arabia". (F.T.) |
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IO, LORO E LARA
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regia:
Carlo Verdone
anno: 2010
nazione: Italia | categoria:
film distribuiti
genere: Commedia
durata (min.):
145
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tendenza:
Q
critica:
 ½
media voti:
5,5
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| contenuti:
adolescenza, ambiente bar/discoteca
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eros(XXX):
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| flash:
"Il missionario Don Carlo torna dall'Africa a Roma perchè la sua fede vacilla. Ha bisogno di ascolto e si ritrova invece circondato da famigliari sull'orlo di una crisi di nervi: il padre vedovo innamorato della procace badante slava, la sorella nevrotica e razzista, il fratello che sniffa e l'improbabile Lara sbucata dal nulla, un figlio in braccio e una seconda vita porno davanti alla webcam. Come succede ormai sempre più spesso, nessuno è disposto ad ascoltare Don Carlo, tutti presi dal frastuono contemporaneo autoreferenziale. In questo Grande Fratello al gusto famigliare, il prete si ritrova dapprima spaesato, ma infine accetta tutte le differenze, amandole e soffrendole insieme. Verdone è misurato come chiede il ruolo ma resta fulmineo, ineguagliato, nell'artigliare ogni possibile tempo comico... è facile prevedere che entreranno nelle antologie le scene con il padre e la florida badante, la sortita di Don Carlo in discoteca, alcuni dialoghi con Marco Giallini."(Piera Detassis, Ciak) - Nel film vediamo una coppia di ragazze adolescenti, una è la nipote del protagonista, sempre insieme e sempre vestite da "gemelline" unite da un legame strettissimo che spinge la madre di una di loro a interrogarsi sulla loro sessualità ("non saranno gay?"), inoltre assistiamo a un breve approccio a Verdone mentre si trova in discoteca ("Serata magra stasera, vero? Nessun manzo, solo petti di pollo"). |
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ISPETTORE MARTIN HA TESO LA TRAPPOLA, L'
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regia:
Stuart Rosenberg
anno: 1973
nazione: USA | categoria:
film distribuiti
genere: Poliziesco
durata (min.):
112
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tendenza:
Q
critica:
 ½
media voti:
--
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| contenuti:
ambiente bar/discoteca, assassinio, da un romanzo, gay sposati, gay e malavita, coppia lesbica
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eros(XXX):
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| flash:
Uno sconosciuto stermina a colpi di mitra i passeggeri di un autobus, a San Francisco. L'ispettore Jake Martin della squadra omicidi scopre tra le vittime il nome di un suo collaboratore e amico, Bill Evans. All'oscuro delle ragioni per cui l'agente si trovasse sul tragico autobus, e di quale pista stesse seguendo, visto che risultava in permesso, Martin e il suo aiutante, l'ispettore Larsen, si affannano a seguire ora l'una, ora l'altra labile traccia, senza cavarne nulla. Trascorsi due anni nella vana ricerca di un indizio, Martin si convince che Evans stesse indagando sull'assassinio di una prostituta, Teresa Camerero; che avesse intuito chi l'aveva uccisa e che fosse, infine, caduto in una trappola tesagli dall'assassino. Sospettando che costui sia l'ex marito di Teresa, l'omosessuale Henry, Martin decide di spingerlo a scoprirsi facendogli credere d'essere indiziato. Caduto in trappola, Carmerero a sua volta ne tende una a Martin, per fargli fare la stessa fine di Evans, nelle identiche circostanze. Ma Larsen vigila, e Camerero non ha il tempo di ripetere l'orrenda strage cui era ricorso per liberarsi di Evans... Un inizio davvero strepitoso per un film del 1973, una colonna sonora adeguata e un accenno alla vita gay della città di San Francisco subito dopo la rivolta del 1969 a New York. C'è una Joanna Cassidy (Blade Runner), giovanissima e già bella, che interpreta la compagna lesbica di una delle persone morte sull'autobus, una seconda scena è girata in un bar con tre go-go boy di tutto rispetto e una immagine di una Platinette locale (stessa parrucca) ferma e pensierosa. Un film da vedere per gli appassionati del genere poliziesco. Una battuta di Matthaw dice "oggi gli omossessuali non si nascondono più, se lo fanno è per altri motivi". A me il film è piaciuto. (P. Cucchi) |
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