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06/02/2012 - Redazione -
SU CANALE 5 UN COMMOVENTE E IMPEGNATIVO SERVIZIO SUI MATRIMONI GAY
Andato in onda sabato pomeriggio nella trasmissione "Verissimo" condotta da Silvia Toffanin


Silvia Toffanin, la conduttrice di 'Verissimo' su Canale 5

Sabato pomeriggio 4 febbraio, su Canale 5, la trasmissione 'Verissimo', condotta da Silvia Toffanin (compagna di Piersilvio Berlusconi) ha dedicato il primo servizio (quello più rilevante, serve per trattenere i telespettatori) ai matrimoni gay, presentando la storia della coppia gay formata da Alessandro Bentivegna ed Eduardo Barbaro, due gay che si sono sposati civilmente lo scorso 13 settembre a Dublino. Eduardo lavora per una nota casa di gioielli che riconosce il matrimonio omossessuale dei suoi dipendenti, favorendoli tanto quanto i loro colleghi eterosessuali. Onore sia alla trasmissione e a Silvia, che a questa coppia di gay che sta facendo una vera e propria campagna sui diritti civili.
La trasmissione, oltre ad intervistare i due sposini con domande assai personali fatte da un'amabilissima Silvia, ha mostrato il video del loro matrimonio con interviste ai rispettivi genitori, ha presentato servizi sulla legislazione internazionale dei matrimoni gay, un sintetico riassunto di alcuni famosi coming out, con particolare riferimento al mondo del cinema, e un video su donne importanti che combattono per i diritti dei gay. Insomma un vero e proprio programma di promozione sui diritti civili gay.

Riportiamo una sintetica trascrizione della trasmissione che potete seguire per intero a questa pagina

Titolo del servizio tv che apre la trasmissione: "Matrimoni gay, Alessandro ed Eduardo, sposi felici si raccontano in studio a Verissimo"

Entra in scena sul palco la condittrice Silvia Toffanin, che per brevità scriviamo Silvia.

Silvia: Cominciamo con la storia romantica di una coppia gay. Loro sono Alessandro ed Eduardo, che si sono sposati a Dublino lo scorso settembre, guardate.

Video del matrimonio col seguente commento:
Si sono conosciuti sei anni fa in una discoteca e lo scorso settembre hanno voluto che la loro unione fosse riconosciuta legalmente e si sono sposati davanti ad un funzionario del comune di Dublino inn Irlanda. In questo caso a giurarsi amore eterno sono stati due uomini, Alessandro Bentivegna ed Eduardo Barbaro, entrambi romani anche se Eduardo, da qualche anno, vive nella capitale irlandese, dove fa il manager in una multinazionale. Ed è proprio qui, dove la legge consente l'unione civile tra due persone dello stesso sesso, che i ragazzi hanno coronato il loro sogno.



Entrano Alessandro ed Eduardo che baciano Silvia che li accoglie festosa.

Silvia: La vostra storia è veramente molto molto romantica. Voi vi siete conosciuti quanti anni fa? Anzitutto presentatevi. Tu con la barba sei Eduardo e tu invece sei Alessandro

Edo (Eduardo): Sei anni e mezzo fa, il 7 gennaio 2006

Silvia: E vi siete subito innamorati, è stato un colpo di fulmine, da parte tua (indica Edo)

Edo: Si, veramente

Ale (Alessandro): Io stavo da un mio amico e venivamo da una festa dove era venuta la polizia che ci aveva cacciati via tutti per schiamazzi. Sono andato in una discoteca molto carina, qui a Roma, chiacchieravo col mio amico che poi si allontana un attimo e si avvicina lui (Edo) e mi guarda... Così... Io, emozionatissimo, perchè mi piaceva tantissimo. Io, la prima volta... Sai quelle cose banali... Penso: 'ha gli occhi come Gesù di Nazareth' (sorriso generale). Lui si avvicina e mi dice 'ciao' e io, completamente rimbambito, perchè dico sempre cose assurde quando sono emozionato, lo sauto in inglese, quindi lui ha pensato, per un quarto d'ora circa, che io fossi inglese... E invece...


Silvia: E invece siete qui, sposati, sposati lo scorso 13 settembre a Dublino. Ecco, quand'è che è maturata l'idea di sposarvi, quindi invitare anche tutti i vostri parenti... Chi ha fatto la proposta? Eduardo, è più romantico da quel che ho capito.

Edo: Un po' sì... Allora, era il 14 febbraio, san Valentino, Ale era arrivato a Dublino e io avevo programmato tutta la giornata, con tutto un percorso, scandito da varie sorprese. Innanzitutto l'ho portato in questa Chiesa dove sono conservate le reliquie di San Valentino. Ovviamente lui non sapeva nulla. Per cui l'ho fatto entrare e sul libro gli ho fatto scrivere un messaggio d'amore. Poi l'ho portato a cena e lui continuava a dirmi ma cosa c'è, cosa mi devi dire....

Ale: Lui quando mi ha portato davanti ad una chiesa ho pensato ma qual'è la sorpresa, e lui mi ha detto 'qui c'è san Valentino che è il santo degli amanti, ma nè io nè lui siamo particolarmente religiosi, però con impegno ci siamo scritti reciprocamente le promesse d'amore, e devo dire che c'è stato abbastanza pathos in questa cosa...

Edo: Dopo la cena, a casa... Abbiamo mangiatto un piatto romantico in due, un po' di vino, e lui aspettava... A quel punto siamo ritornati a casa. Lui insisteva per sapere quale fosse la sorpresa, perchè finora non c'era stata. Mentre lui sta in bagno, lo chiamo, lui arriva in salotto e mi trova inginocchiato con l'anello e gli ho chiesto. 'vuoi sposarmi Ale?'

Silvia: E tu?

Ale: No, io lì per lì

Silvia: Sei svenuto

Ale: No, volevo ridere, sai, un uomo non si aspetta mai che un'altro uomo gli dica 'sposami', tipo Pretty Woman... Invece del mio cinismo, ha preso il sopravvento l'emozione, ho pianto e gli ho detto 'si, si, lo voglio' (applausi generali)

Silvia: Guardiamo le immagini del vostro matrimonio a Dublino

Video del matrimonio, intitolato in sovrimpressione "Scene da un matrimonio" con la didascalia "Il matrimonio di Alessandro ed Eduardo" (baci, la cerimonia con lo scambio degli anelli, bacio appassionato degli sposi davanti ai numerosi invitati che applaudono, baci ai suoceri commossi)

Il pubblico di Verissimo applaude alla fine del breve filmato

Silvia: Vi siete commossi a rivederlo

Ale: Sì, è stata una giornata meravigliosa. C'era un'energia incredibile. Erano venuti da Roma sia la mia famiglia che la sua. Noi avevamo preso questa casa bellissima su tre piani... Li abbiamo messi tutti lì... E si sono amalgamati subito. Con la nostra unione civile abbiamo unito anche le nostre famiglie, che adesso si vogliono molto bene.

Silvia: Ecco, i vostri genitori, quando gli avete comunicato che vi sareste sposati, come hanno reagito? E come vi siete preparati per dirglielo?

Ale: E' stato tutto molto naturale, non hanno avuto una reazione pazzesca, sono stati contenti, molto sereni

Edo: Se l'aspettavano... Hanno detto 'ok, va bene, quando?, fatecelo sapere che ci dobbiamo organizzare'

Silvia: Ma vi eravate preparati un discorso, non so... Non avevate dormito... Io sarei stata un po' agitata.

Ale: No, noi l'abbiamo detto molto serenamente. 'ragazzi', a questi anziani genitori, 'noi ci sposiamo'

Edo: Loro sono stati veramente supercontenti. Per un genitore vedere che il proprio figlio è felice, secondo me, è la cosa più importante.

Ale: Si tratta di qualità della vita, qualità del rapporto. Un riconoscimento sociale che per molti eterosessuali è normale, mentre per noi è stata veramente una cosa commovente.

Silvia: Ma i vostri genitori sapevano già che voi siete gay o ne sono venuti a conoscenza in quel momento?

Ale: No, no, sarebbe stato veramente da film. Noi siamo insieme da sei anni. Da quel giorno in discoteca, dopo due giorni lui è venuto a cena da me e non se ne è più andato.

Edo: La convivenza è stata molto veloce. Secondo me lui era proprio quello giusto.

Silvia: Ma cos'ha lui di così giusto, anche rispetto agli altri uomini che hai conosciuto

Edo: Allora... È che mi dà ancora le farfalle nello stomaco... Che ancora quando lo vedo e lo aspetto in aeroporto, gli porto i fiori e non vedo l'ora di abbracciarlo... Ti dà quella serenità quando gli sei accanto che ti dici ok, va tutto bene...

Ale: ... È un figo eh!

Silvia: Molto, molto (mentre i due sposini si baciano). Noi abbiamo raccolto le dichiarazioni dei vostri famigliari che erano tutti al matrimonio, guardate...



Dal video:

I genitori di Ale :
La mamma: Sei gay, io no, quello sì, è la stessa cosa
Il papà: Io sono rimasto un po' così. Dico che schifo, che schifo. Lui era sempre un po' distante

I genitori di Edo:
Il papà: Eravamo a casa e lui ci dice: 'vi devo dire che io sono fidanzato con un uomo' Nessun tipo di problema. Dopo lui è diventato più normale.
La mamma: per me è stato quasi un trauma, pensavo che non era gay, che era un'immaginazione, Lui è stato anche fidanzato con una ragazza per cinque anni. L'ho guardato, ho cercato di scrutare nell'intimo, di osservarlo.

La sorella dello sposo: Non so che dire. Troppo amore, troppo rispetto, è così eclatante, è nell'aria, quando li vedi insieme, quando stanno insieme (scene degli sposi che si baciano e abbracciano), è una forza, proprio una forza, ed è bellissimo, e io mi sono emozionata tanto davanti a questa cosa.

Silvia: L'amore unisce, è una cosa molto bella. Il vostro matrimonio, al di là dei sentimenti, cosa rappresenta, cosa rappresentava per voi?

Edo: rappresenta anche la volontà di essere riconosciuti socialmente e di poter dire che ad una cena porto mio marito, e di godere di tutti quei diritti, di cui alcune volte uno può anche fare ameno, ma che in realtà se ci sono è meglio. Per me è veramente importante sapere che se Ale è in ospedale, ed è già successo, io posso intervenire, sapere che la mia assicurazione medica lo può coprire, che se mi devono trasferire per lavoro all'estero, lui può venire con me perchè siamo una famiglia.

Silvia: In Italia purtroppo il vostro matrimonio non esiste, voi siete soltanto amici per la legge italiana

Ale: La cosa che a noi dispiace particolarmente è che in Italia abbiamo una situazione completamente diversa, anche dal punto di vista sociale, nel senso che se noi andiamo in un ristorante... All'estero invece è diverso. E' una piramide, nel senso che è dall'alto che viene il rispetto. Ad esempio, succede spesso che ci sono delle persone in televisione che offendono gli omosessuali, in quanto omosessuali non in quanto persona singola, come categoria, e queste cose feriscono non solo noi ma soprattutto i nostri genitori, le sorelle i parenti tutti. E' questo che fa più rabbia ma anche tristezza. Noi abbiamo delle famiglie meravigliose che ci amano... Per noi il matrimonio è anche quella cosa che permette di recuperare un po' di dignità, che spesso non ci viene riconosciuta. Non ci viene riconosciuta quella parità sentimentale. Ci dicono che possiamo fare sesso, ma la qualità del rapporto non si basa sul sesso, si basa sull'amore e sull'affettività. Questa cosa non ci viene riconosciuta... Come un progetto di vita. Noi abbiamo un progetto di vita insieme. Io voglio morire guardando Eduardo negli occhi. (applausi generali)

Silvia: Che bello.. Abbiamo raccolto il quadro legislativa che gira intorno ai matrimoni gay e alle coppie di fatto

Video con voce fuoricampo che dice: Sono solo dieci i paesi nel mondo che hanno legalizzato le unioni omosessuali. In Italia il dibattito sul da farsi è sempre acceso. Alcune città hanno già avviato un processo di riforma legislativa sui diritti civili. A Milano il sindaco Pisapia ha annunciato di voler creare un registro delle coppie di fatto a cui potranno iscriversi etero e omosessuali, un progetto ispirato a quello già esistente a Padova. Nel 2001 i Paesi Bassi sono i primi a permettere i matrimoni tra omosessuali. Oggi la legge prevede che per sposarsi almeno una delle due persone sia cittadino olandese o risieda nei Paesi Bassi. Nel 2003 è la volta del Belgio. Due anni dopo la Spagna di Zapatero trasforma in realtà il sogno di molti gay: sposarsi e adottare un bambino. Ad oggi i novelli sposi sono più di 23 mila. In Svezia e Norvegia, dal 2009 è previsto anche il matrimonio religioso dopo il sì civile. In Portogallo l'ok arriva nel 2010 con la firma del presidente cattolico Silva. In Islanda il matrimonio della premier Johanna Sigurdardottir con la sua storica compagana inaugura una stagione di libertà. Ad oggi, per Italia e Grecia, non esiste una legge che tuteli le unioni gay. Per gli Stati Uniti situazione in continuo divenire. Obama si dichiara favorevole alla parità per ogni orientamento sessuale. L'estate scorsa lo stato di New York ha detto si alle nozze gay, già presenti i Massachuttes, Vermont, New Yorshire, Connecticut, Columbia. Matrimoni liberi invece per tutto il Canada. Nel 2010 la presidentessa Argentina Cristina Kirchner firma la legge dei matrimoni gay, primo paese in America Latina a riconoscere questo diritto.
Situazione drammatica per il continente africano. In 38 stati su 53, l'omosessualità è punita dalla legge. Spesso si può finire in galera anche solo per il sospetto di una relazione. In alcuni stati, dove domina la religione islamica, c'è addirittura la pena di morte. Unica eccezione è la repubblica del Sudafrica, dove dal 2006 sono possibili matrimoni e adozioni.


Silvia: Il passo successivo potrebbe essere quello di adottare un bambino. E' nei vostri progetti? Vi piacerebbe?

Ale: Si, molto

Silvia: Anzitutto, si può in Irlanda?

Edo: In Irlanda possiamo come singoli, indipendentemente dall'orientamento sessuale. C'è un dibattito in corso ora, perchè nel momento in cui noi abbiamo un'unione civile, se io venissi a mancare, lui non potrebbe adottare il bambino, che è la parte più debole, che verrebbe a trovarsi con un padre che però non ha diritti e doveri verso di lui.

Ale: Io vorrei dire una cosa a proposito del video... Gli omosessuali non è che sono tutti come quelli che vanno in giro con la parrucca bionda e le pajette, c'è gente comune che tutti i giorni si alza la mattina e va a lavorare e contribuisce anche al bene del Paese. A proposito dei bambini io voglio dire che noi ci abbiamo pensato, per l'adozione, perchè vanno bene le mamme surrogate, ma io penso che se noi potessimo dare un supporto morale, economico ed un'istruzione ad un bambino meno fortunato, lo faremmo molto volentieri.

Edo: Abbiamo amici etero sposati che ci utilizzano come baby-sitter

Silvia: Vi fanno fare le prove... Eduardo, nel servizio di prima tua mamma ricordava che tu hai avuto una storia con una ragazza per cinque anni. Quand'è che hai preso consapevolezza dell'essere gay?

Edo: Diciamo che la consapevolezza c'è sempre stata, fin da quando sei piccolo, solo che comunque vivi in un mondo di persone eterosessuali, circondato da persone sposate, per cui pensi che in te c'è qualcosa di sbagliato, e ti sforzi di essere come gli altri. Poi ad un certo punto, superati i vent'anni, capisci che devi seguire quello che senti, per cui ho parlato con sincerità con la persona con cui stavo. Dopo sono stato anche il testimone alle sue nozze. Il rapporto è continuato finalmente basato sulla sincerità. Io però l'ho sempre saputo di essere gay.

Silvia: Anche per te Alessandro il momento dell'outing è stato un momento di liberazione?

Ale: Anch'io l'ho fatto tardi, a 28 anni, sono stato fidanzato e amavo moltissimo la ragazza con cui stavo, ma non l'amavo completamente come lei meritava. E' questa la cosa che crea una società omofobica. Sono stato fidanzato con lei per 12 anni. Io l'ho amata da morire. Ma crescendo prendi una consapevolezza diversa, capisci che tu non sei giusto per lei, perchè quello che tu puoi darle non è quello che lei vorrebbe, mentre lo posso dare a lui. Ho passato giorni terribili. Noi cresciamo in famiglie eterosessuali, l'unico modello di riferimento che abbiamo è eterosessuale.

Silvia: Per molti personaggi, anche famosi, il momento del coming out è comunque difficile, molto meditato. L'ultimo caso è stato quello di Tiziano Ferro, guardate.

Commento sul video: Il cinema lo voleva virile e tombeur de femme, ma la realtà per Rock Hudson era ben diversa e sarebbe venuta a galla solo alla sua morte nel 1985 per Aids. Negli anni '50 la parola outing doveva ancora essere inventata. Rendere pubblica la propria omosessualità era una scelta rara e rischiosa, impensabile per un divo del cinema. Così gli attori subivano matrimoni paravento, imposti dalle major per mettere a tacere i pettegolezzi. E' il caso di Cary Grant, 5 volte sposato ma un solo grande amore, quello omosessuale per il collega Randolf Scott. Una schiera di conquiste da copertina anche per Burt Lancaster, che secondo carte rese pubbliche nel 2000 dall'FBI, sarebbe stato in realtà più attratto da virili maschi che da gentil donzelle.
Se nel mondo della canzone diversi sono i personaggi che hanno fatto outing senza che la loro carriera ne abbia risentito, da Elton John a Ricky Martin fino al nostro Tiziano Ferro, per Hollywood ancora oggi rendere pubblica la propria omosessualità sembra essere un tabù ed un ostacolo per la carrriera. Lo sa bene Rupert Everett che dopo aver fatto coming out si è trovato sempre relegato nel ruolo di gay. Eppure anche se siamo nel 21mo secolo, continuano ad esserci decine di attori di cui si sussurra una presunta omosessualità. Da Tom Cruise a Richard Gere e Keanu Reeves, fino ad arrivare a George Clooney, sempre accompagnato da belle fidanzate che però non riescono a dissipare il sospetto dei suoi gusti omosessuali


Silvia: Ogni gay ha un'icona, nell'immaginario collettivo i gay hanno tante icone, quale è la vostra, ne avete una, tipo Raffaella Carrà?

Ale: No, ci sta simpatica, però no

Edo: Noi in realtà, quando ci siamo conosciuti, la cosa che ci accomunava era che quelli che sono gli stereotipi dei gay, quindi i Musical, Raffaella Carrà... A entrambi non interessavano assolutamente... Che icone abbiamo Ale?

Ale: Alessandro Magno, forse. Comunque no, non abbiamo icone.

Silvia ha poi detto che molte donne, anche famose, sono in prima fila nella difesa dei diritti dei gay, come Hillary Clinton che ha scritto che 'i diritti dei gay sono diritti umani', cosa che, dice silvia, 'sottoscrivo completamente'. Viene quindi trasmesso un video che mostra Lady Gaga, Madonna, Minopie (che ha lasciato il suo posto sul palco ad un ragazzo per fare la sua dichirazione d'amore al compagno), Pausini, Pravo, ecc.

L'ultima domanda che Silvia fa ai ragazzi riguarda il fatto che ora, per motivi di lavoro, vivono separati, vedendosi solo ogni 15 giorni. Gli chiede come si sentono in questa situazione e se sono gelosi. Risponde Ale dicendo che forse è un po' più geloso Edo, ma che invece lui no, perchè lo ama profondamente e sa bene che non farebbe mai niente che potrebbe ferirlo. Edo condivide in pieno.

Il bellissimo servizio si conclude con l'invito di Silvia ai due ospiti di darsi un bacio: "Adesso chiudiamo facendolo nel modo migliore: scambiatevi un bacio!". I due sposini, inquadrati dalla telecamera, si sono baciati, incitati anche dall’applauso del pubblico presente.

Averne di trasmissioni come questa!

Commenti:

06/02/2012 19.58.20 utente: roceck
Un servizio veramente con i fiocchi : Complimenti a Silvia, alla redazione e al nostro caro webmaster. Ma siamo sicuri di volere veramente il matrimonio ? Leggo sui giornali tragedie quotidiane all'interno delle famiglie...mogli che avvelenano mariti, mariti che sparano alle mogli, figli maltrattati e peggio.....speriamo di non finire dalla pentola alla brace !!!
 

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