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TUTTO IL CINEMA LGBT
Y
   
Clicca sulla locandina per vedere la scheda completa del film

Y TU MAMA TAMBIEN - ANCHE TUA MADRE
regia: Alfonso Cuaron
anno: 2001
nazione:
Messico 
categoria: film distribuiti
genere:
Commedia
durata (min.):
105  
tendenza: G
critica: ½
media voti:
7,4
contenuti: adolescenza, scoperta sesso eros(XXX): X
flash: Film on the road leggermente anomalo, soprattutto per la giovane età dei protagonisti maschili. Si tratta di una educazione sentimentale che inseriamo in questo elenco solo per un bacio appassionato tra i due protagonisti, che arriva alla fine del loro viaggio ma che il regista si premura di farci capire che non è rivelatore di un diverso orientamento sessuale ma solo un episodio estemporaneo dovuto probabilmente alla carica erotica accumulata, naturalmente eterosessuale. Infatti anni dopo, i due giovani protagonisti si reincontreranno casualmente in strada e scopriranno di non avere ormai alcunché da dirsi. Il film ha avuto un notevole successo.
YACOUBIAN BUILDING
regia: Marwan Hamed
anno: 2006
nazione:
Egitto 
categoria: film festival
genere:
Analisi sociale
durata (min.):
161  
tendenza: G
critica:
media voti:
7,9
contenuti: omosessualità velata, omofobia, amore gay, prostituzione, islam eros(XXX):
flash: Il film è derivato da un romanzo (tradotto anche in Italia da Feltrinelli) di Al-Aswani 'Ala, uno degli esponenti di punta del movimento di opposizione egiziano Kifaya. Attraverso le vite parallele degli abitanti di un palazzo costruito al Cairo negli anni trenta, vite che scorrono una accanto all'altra senza mai incrociarsi, ci viene mostrato una rappresentazione critica della società egiziana, delle sue trasformazioni, delle sue ipocrisie, della corruzione, della violenza esercitata con la scusa del terrorismo, ecc. Tra queste c'è anche la storia di un giornalista gay, presentato in termini positivi, velato ma non troppo, che ha una storia con un poliziotto. Nel libro questa storia aveva una consistenza assai maggiore. Ciononostante in Egitto si è levata una protesta che chiede l'abolizione delle scene gay.
YAJI & KITA: THE MIDNIGHT PILGRIMS
regia: Kankurô Kudô
anno: 2005
nazione:
Giappone 
categoria: film festival
genere:
Grottesco
durata (min.):
124  
tendenza: GGG
critica:
media voti:
8,5
contenuti: amore gay, droga eros(XXX):
flash: Un road movie giapponese, un cartone animato vivente, un film che si rifà alla tradizione manga. Un film reale ed irreale nello stesso tempo, una bellissima commedia dell'assurdo, un film che cambia continuamente genere e forma, un film che ci appare difficile pensare come opera prima del regista/scrittore, tanto è ben costruito ed elaborato. Yaji e Kita sono due buffi Samurai che vivono nel periodo Edo (intorno al 1770) che decidono di andare in pellegrinaggio al tempio di Ise. I due sono una coppia di amanti gay (anche se Jaji è sposato). Uno è intrappolato con le droghe, pillole blu, funghi magici, siringhe. L'altro soffre di allucinazioni e incubi ed entrambi pensano con questo viaggio di poter guarire. Ci accompagnano canzoni moderne come "Born to be a gay" e ad un tratto ci ritroveremo i due eroi su luccicanti moto alla Easy Rider, salvo essere poi rispediti indietro, nel loro periodo storico, da uno zelante poliziotto. Aggiungete vari tocchi alla Monty Python e potete farvi un'idea dell'unicità di questo scintillante film, dove potrete vedere cose mai viste prima.
YANG YANG
regia: Yu-Chieh Cheng
anno: 2009
nazione:
Taiwan 
categoria: disponibile sul web
genere:
Drammatico
durata (min.):
112  
tendenza: G
critica:
media voti:
--
contenuti: amore etero per gay eros(XXX):
flash: "... Un dramma sul tema dell’identità e dell’essere amati, giocato sulla pelle di una adolescente (la Yang Yang del titolo) che vive a Taipei con la madre, il patrigno e la sorellastra, in una armonia fortemente voluta, destinata però a fare i conti con il suo essere in realtà un’euroasiatica, visto che il vero padre, mai conosciuto, è un fotografo francese... La storia di questa ragazza eurasiatica diviene essenzialmente il dramma di una giovane donna destinata tradire se stessa nel segno dei suoi sentimenti, sospinta dalla vita in una dinamica di finzione assoluta. Un po’ come il miglior Assayas, il regista Yu-Chieh Cheng si spinge nel destino sentimentale della sua protagonista, la osserva a distanza ravvicinata, in piani serratissimi tutti girati con la macchina a mano, a sentire il respiro dei suoi personaggi: Yang Yang corre sulla pista di atletica assieme alla sorellastra, il patrigno come coach, in una dinamica che il destino vuole di rivalità (è lei la più veloce!); per giunta il ragazzo della sorellastra s’innamora di lei e il cedimento di una volta diviene il motivo che la costringe ad abbandonare la sua vita – corsa, famiglia, tutto – per trovare una nuova definizione di sé: si affida ad un agente [omosessuale] e diviene prima una modella poi un’attrice, grazie soprattutto al suo essere un’euroasiatica (che da quelle parti è una carta vincente mediatica). Cosa che lei rimuove (non ha mai voluto imparare il francese) per rimuovere l’abbandono da parte del suo vero padre, il cui sguardo l’ha fissata nello slancio di una corsa in pista, in una foto che il caso le ha fatto trovare in una esposizione. La finzione dunque si impossessa di lei, mentre lei cerca soprattutto di essere vera e di essere amata: né l’una né l’altra cosa le riescono, perché è costretta a fingere (per vivere, per lavorare) ed è costretta a sostenere solo un amore che non la completa davvero: facendo i conti con una serie di figure paterne (il vero padre, il patrigno, l’agente) e con innamoramenti che non puà sostenere... C’è molta verità in questo film, ed è una verità tutta cinematografica, straordinariamente filmica, assolutamente visiva ed emotiva: merce rara di questi tempi, credeteci..." (Massimo Causo su Sentieriselvaggi.it )
YANG ± YIN: GENDER IN CHINESE CINEMA
regia: Stanley Kwan
anno: 1996
nazione:
Hong Kong 
categoria: film festival it
genere:
Documentario
durata (min.):
80  
tendenza: GGG
critica: ½
media voti:
8,1
contenuti: cinema e gay, ambiente cinema, personalità omosessuali eros(XXX):
flash: Prodotto dal British Film Institute nell’ambito delle celebrazioni per il centenario del cinema, Nansheng nüxiang è un documento unico e appassionante, in cui i più noti registi e i protagonisti della scena cinematografica delle tre Cine (Repubblica Popolare Cinese, Taiwan, Hong Kong) si interrogano, a colloquio con lo stesso regista, su identità e genere. Accompagnati da una splendida raccolta di sequenze della storia del cinema cinese, Hou Hsiao-hsien, Tsai Ming-liang, Ang Lee, John Woo e Tsui Hark, solo per citare alcune delle figure-chiave intervistate da Stanley Kwan, raccontano di padri biologici e artistici, assenti e perduti, amati e combattuti. Tra tutti, l’indimenticabile Leslie Cheung che, con aperto narcisismo e la consapevolezza del suo fascino ancora ineguagliato, giunge a mettere in dubbio l’abilità femminile di sublimare il genere e portare sullo schermo la mascolinità. Le varianti con cui il cinema asiatico ha espresso i legami omoerotici e il gender crossing appaiono qui inscindibilmente legate alla storia e al mutamento vorticoso della società asiatica, in cui alla spinta verso la modernità fanno da contraltare i valori della cultura tradizionale e patriarcale. (Togay 2008)
YENTL
regia:
anno: 1983
nazione:
U.K./USA 
categoria: film distribuiti
genere:
Musical
durata (min.):
132  
tendenza: Q
critica: ½
media voti:
--
contenuti: travestimento eros(XXX):
flash: Alublino, alla fine dell'Ottocento, una donna ebrea (Streisand) si traveste da uomo per poter studiare il Talmud. Innamorata di un compagno, nonn può rivelare la sua identità, e sposa anzi una ragazza (Irving), sua rivale in amore. Sciolti gli equivoci, abbandonerà l'Europa per la libera America. Da un racconto di Isaac B. Singer contenuto in "Gimpel l'idiota" un film hollywoodiano fastoso e artificiale, con una dozzina di intermezzi cantati (la colonna sonora di Michel Legrand ha vinto l'Oscar). Consigliabile per i fans della Streisand che, oltre a esordire alla regia, è produttrice e, assieme a Jack Rosenthal, sceneggiatrice (Il Mereghetti)
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