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11/08/2010 - Corriere della Sera - Giancarlo Grossini
Jerry Calà «Ragazzi, droga e disco Il mio film girato nei bagni»
Il regista milanese parla di «Pipi Room», che uscirà in autunno. Set, tre locali della città Tra i protagonisti Serra Yilmaz, l’attrice amata da Ozpetek, e i tre comici dello Zoo di Radio105 ...Altri temi affrontati? «Un bell’addio al celibato con trans....

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Jerry Calà: «Lo consiglio soprattutto ai genitori»
È una storia con 11 episodi: ho coinvolto 40 giovani attori dalle scuole di recitazione. Bisogna pure dar loro un’opportunità, un’alternativa al reality che le ha dedicato Andreina Swich)

«Serra, dopo aver letto il copione, scritto da me, da Gino Capone e Giulio Nocentini, ha detto subito sì, e poiché era impegnata in teatro a Firenze, veniva sul set a Milano la domenica e il lunedì, poi ripartiva. Lei è Asya, la donna del bagno del Karma».

Ci sono altri 40 attori, giovanissimi...

«Scelti nelle scuole milanesi di recitazione. Dobbiamo pur dargli una possibilità, un’alternativa al reality tv».

Lei che parte ha?
«Sono solo il regista. Anzi, pensavo di firmare il film con uno pseudonimo visto che sarà un po’ diverso dalle mie precedenti regie».

Nel frattempo Jerry Calà si gode l’estate, dividendosi fra Olbia e Forte dei Marmi, dove le sue serate-show sono sold out. Tornerà a casa, al Karma, sabato 4 settembre con la sua Bravo Band. E nel privé, d’obbligo il tormentone «Maracaibo».

Quei bagni malandrini delle discoteche di punta milanesi, l’Hollywood e il The Club, che hanno riempito le cronache estive, rivelando traffici di coca e scoprendo usi e costumi di vip e comuni mortali, sembravano fatti apposta per un film. Ma il film è già pronto. Lo ha diretto Jerry Calà, tornato al cinema dopo due anni dall’ultimo «Torno a vivere da solo». Il nuovo lavoro incuriosisce fin dal titolo, «Pipi Room». Spiega Jerry Calà: «In Inghilterra vedevo questa insegna nei locali, e ho deciso di usarla nel film, girato in tre bagni di discoteche di Milano, il Karma di via Fabio Massimo, il Quinte Club di via Cosenz, in zona Bovisa, e il Fitzcarraldo a Porta Romana». Come le è venuta l’idea? «Alla fine del 2009, ho girato il film mettendo a fuoco le location, rigorosamente bagni, antibagni e sale fumatori. A sorpresa, ho trovato i gestori delle disco entusiasti, sono i primi a non volere che circoli droga. Io, che non vivo lontano dal mondo, avevo spiato, lo ammetto, quel che i frequentatori delle toilettes si dicono, e ho pensato: c’è materia per farne un film. Dalle foto intime che i giovani si scattano alle pasticche, c’è tutto un mondo parallelo alla pista in cui esibirsi». È un film per i giovani? «Lo suggerirei soprattutto ai genitori che fanno finta di non vedere, di non sapere in quale realtà si calino i loro figli».

E con la droga come la mettiamo?

« C’è anche quella. " Pipi Room" è composto da 11 episodi che ricalcano vecchi e nuovi vizi capitali. Parlo anche di pusher che si muovono in zona bagni, lasciando però un filo di speranza, con la storia di uno spacciatore pentito». Altri temi affrontati? «Un bell’addio al celibato con trans. Poi zingarate piene di ironia, con un trio di interpreti che vedo come i comici di domani, Marco, Paolo, Fabio, i ragazzi dello Zoo di Radio 105. Sono esilaranti, hanno un linguaggio coloratissimo, e conoscono le regole della risata».


Oltre al trio, nel cast figura solo una professionista, Serra Yilmaz, attrice feticcio di Ozpetek (la «Donna turchese», dal libro

Tags: Giancarlo Grossini ; Corriere della Sera

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