07/05/2010 - Corriere della Sera - Maurizio Porro
Venezia, il presidente è Tarantino fustigatore del nostro cinema
Tre anni fa la polemica: «I vostri autori? Deprimenti»

MILANO — Tarantino presidente a Venezia. La Biennale ha reso noto ieri che, su proposta del direttore Marco Müller approvata dal presidente Baratta e dal consiglio di amministrazione, la giuria del concorso della 67ª Mostra sarà presieduta dal regista americano, già omaggiato come padrino della retrospettiva sul cinema italiano di serie B nel 2004.

Così, a sei anni di distanza da Cannes, dove il regista di
Pulp fiction fu presidente di giuria l’anno della Palma d’oro a Fahrenheit 9/11 (film di Michael Moore non certo nelle sue corde artistiche) Tarantino, il ragazzo del Tennessee, torna a giudicare i colleghi da un palco importante come quello del Lido, dove è presto per identificare i film italiani candidati. Ma certo i nostri registi non avranno dimenticato la polemica che Tarantino lanciò nel 2007 allora nei confronti del nostro cinema dicendo che «i nuovi film italiani sono deprimenti, monotoni e tutti uguali. Ho amato il cinema italiano anni 60 e 70, in parte 80, ma ora sento che è tutto finito». Anche se poi le affermazioni furono ridimensionate e spiegate dal fatto che il regista disse di non conoscere bene il nostro cinema recente, le dichiarazioni infuocarono l’ambiente ed ebbero risposte secche. Bellocchio gli intimò di tacere, non accettava lezioni. Oggi potrà tornare a presiedere la giuria? «Ma certo — dice Paolo Virzì che si accinge stasera a far man bassa di David di Donatello con il suo La

prima cosa bella che andrà poi a presentare a New York nella rassegna made in Italy al Lincoln center —. Quelle affermazioni non vanno prese per oro colato, credo che anch’egli se ne sarà vergognato, e comunque l’occasione veneziana potrà fargli imparare a conoscere i nostri film più recenti. È un tipo vispo e vivace, un innovatore che piglia il cinemaccio trash e lo metabolizza in modo divertente, quindi mi fa piacere che sia a Venezia. Non credo che voglia premiare solo i titoli che gli corrispondano nello stile. Tarantino è un ragazzo di Los Angeles che ha una cultura cinematografica da video store e certo io non sono d’accordo sulle sue preferenze trash nella storia italiana, ma proprio per questo il Lido può essere un’occasione d’incontro».


Tarantino, apparso anche come attore a Venezia in un film di Kitano del 2008, arriva in Italia da trionfatore con il suo Bastardi senza gloria (ispirato appunto a un film italiano di Enzo G. Castellari) che è stato campione di incassi, ha avuto 8 nomination agli Oscar e l’ha fatto vincere a Christopher Waltz.


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