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Cannes. «Non è una biografia su Keats ma il racconto di una meravigliosa storia d'amore», ha voluto precisare la regista australiana, applaudita dalla stampa, al suo ritorno a Cannes dopo molti anni, dal '93 quando vinse la Palma d'oro per Lezioni di Piano. «Un libro di Andrew Motion su Keats mi ha impressionato, mi ha fatto conoscere le lettere che il giovane poeta scriveva alla sua vicina di casa Fanny Brawne diventata la sua musa e mi ha rivelato un mondo di emozioni», ha spiegato la Campion che ha individuato in Abbie Cornish (una piccola Nicole Kidman, già vista in «Elizabeth») e Ben Whishaw (uno dei Bob Dylan di «Io non sono qui»), gli «interpreti carismatici» per i due protagonisti. Lo scenario è quello dell'Hampstead, dove il giovane poeta cercava ispirazione e dove la vicinanza della famiglia Browne lo mise in contatto con la primogenita Fanny, destinata a divenire un amore perpetuo e impossibile, ma anche e soprattutto la principale fonte di ispirazione dei suoi versi più maturi. «Non ho inteso questo film come un film in costume ma ho cercato di concentrare tutta la vicenda sul mondo poetico della storia d'amore tra i due, così stimolante di creatività da dar vita a poesie immortali. I mobili e gli arredi sono ridotti all'essenziale - ha continuato -, così come gli abiti, ho evitato volutamente ogni sfarzo per illuminare solo le loro due intime esistenze». Così, tra giardini rigogliosi, farfalle di mille colori, radure verdi e laghetti sboccia l'amore tra due giovani non comuni nella Londra del 1818: lui è un giovane poeta poco più che ventenne, di bassa estrazione sociale, sostenuto da amici che lo finanziano e ne riconoscono il genio, lei è una ragazza bene dal carattere determinato, dal cuore buono e dall'estro per la moda. A contrastare la storia l'amico di lui, Mr Brown (Paul Schneider), con cui si sottintende un legame omosessuale, e le aspirazioni della madre di lei a sistemare la figlia. Ma l'amore è più forte di tutto. I due riescono a fidanzarsi ma il matrimonio non si celebrerà mai perché Keats nel 1821, convinto a trascorrere l'inverno a Roma per curare la tubercolosi che lo ha duramente colpito, finirà per morire a soli 25 anni. «Una storia alla Giulietta e Romeo, tenera e tragica», ha sottolineato la Campion che, a chi le chiedeva se la ritenesse una storia femminista, ha risposto: «Non credo, certamente però è dalla parte di lei». La scommessa per la regista australiana è stata anche fare un film sulla poesia, pieno di versi che i due continuamente si sussurrano. Tanta fulgida poesia, come il sonetto «Bright Star» che dà il titolo al film, sarà comprensibile al pubblico di oggi? «Non sembrerà una storia lontana, cosa sono infatti gli sms se non le lettere d'amore di ieri? L'amore e la passione hanno sempre bisogno di comunicazione». «Bright Star», che uscirà il 28 agosto in Italia distribuito da 01, segna il suo ritorno dopo molti anni. «Ho una figlia, trascorro molto tempo con i miei. Per ora è il mio film migliore», ha concluso la Campion.
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