10/03/2007 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LE UNIONI CIVILI
 
Gli organizzatori l'hanno definita la più grande manifestazione politica del movimento gay italiano (intendendo escludere le manifestazioni dei Gay Pride). Una grande manifestazione unitaria promossa dal movimento gay che ha visto scendere a Roma centinaia di pulman da tutta Italia e riempire, insieme a tanti cittadini di Roma e dintorni, Piazza Farnese, insufficente a contenere la massa di persone che continuava ad arrivare e che doveva fermarsi nelle strade e nelle piazze adiacenti. Una piazza piena di colori e slogan come "meglio gay che Opusdei", "Binetti, Binetti, noi deviati mentalmente è una frase da teo-demente...", "Andreotti contro i gay - dindirindina - baciava in bocca Totò Riina...", ecc.
Secondo gli organizzatori le presenze erano superiori a 80.000, secondo la questura 20.000. In ogni caso numeri mai visti per una manifestazione organizzata dal movimento LGBT su un obiettivo politico preciso, una legge per le unioni civili, una legge che riconosca anche l'amore omosessuale, coi suoi diritti e doveri. Una legge che dia cittadinanza e dignità alle tante famiglie di gay e lesbiche, aiutando l'inserimento degli eventuali figli negli ambienti scolastici e in una serena vita quotidiana.
Dal palco parlano i politici intervenuti che vengono interrogati da delle coppie di fatto. Barbara Pollastrini, ministro per le pari opportunità, ricorda che "i Dico sono una proposta saggia per il Paese". Alfonso Pecoraro Scanio dice "Essere qui a sostegno di una proposta che il governo ha fatto per allargare i diritti ai conviventi è una cosa di grande civiltà". Paolo Ferrero, ministro della solidarieà sociale, spiega: "Io sono venuto qui per rispondere a delle domande ed è giusto che si risponda. Che la cosa avvenga in piazza invece che in salotto o in teatro non credo faccia la differenza. Sulla legge sui Dico va trovato un punto di incontro tra posizioni differenti". Il presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice, dice: "vogliamo che l’Italia, come tutte le maggiori democrazie occidentali, abbia finalmente una buona legge sulle unioni civili. Si tratta di consentire alle persone che stanno insieme e si amano di chiedere che lo Stato, il fisco, la pubblica amministrazione, l’azienda per cui lavorano, le assicurazioni e gli enti di previdenza, non le trattino più come fossero estranee. Di poter decidere delle esequie del proprio partner, di potergli stare vicino e assumere decisioni difficili in caso di malattia e incapacità, fruire della pensione di reversibilità e dei permessi lavorativi, ottenere l’avvicinamento della sede di lavoro. Ma, soprattutto, di riconoscere il valore sociale e civile delle loro famiglie”.
Sul comunicato stampa degli organizzatori della manifestazione era scritti: “Non sono in gioco solo i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, né solo i diritti e il valore sociale delle nuove famiglie etero ed omosessuali. È in gioco l’identità culturale dell’Italia: rimanere un paese ancorato ad un tradizionalismo che esclude, o volare verso una modernità civile, fondata sul riconoscimento dei diritti delle persone, sull’autodeterminazione di ognuno e ognuna, su una pluralità di colori, di vite, di relazioni sociali”.

Le emozioni di un collaboratore di cinemagay.it dopo la manifestazione.

Vedi il sito della manifestazione

Il Papa ai politici cattolici: "No a leggi contro natura" (Repubblica 14/3/2007 - M.Polito)

Vedi la rassegna stampa del 10 marzo 2007

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Vedi la rassegna stampa dell'11 marzo 2007

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Qui sotto alcune immagine della manifestazione (foto di Pasquale Quaranta da www.p40.it)