Vivo a Torino. Da alcuni anni ho imparato ad apprezzare il cinema indipendente a tematica gay. Solo recentemente ho deciso di dare il mio contributo inserendo commenti personali su questo sito. Un saluto:)
Quando dico che è inutile cercare di essere originali ad ogni costo per ottenere un ottimo risultato, ho in mente proprio un film come questo. Piccola quotidianità raccontata con semplicità. Cos'è che pone questo film poco al di sotto di un capolavoro? La capacità di trasmettere emozioni e sentimenti. Le immagini mostrano solo di sfuggita una città dai palazzi antichi, e si soffermano invece sulle spontanee espressioni dei protagonisti. I dialoghi scorrono così fluidi da sembrare improvvisati. Gli attori si dimostrano perfetti duante tutto l'evolversi della vicenda. Gouix poi è ad un livello decisamente superiore alla media (non mi viene in mente un solo attore italiano che vi si avvicini), grazie a lui il film si becca un punto in più. Spero di rivedelo presto in altro ruolo.
Da non perdere.
Hai fatto bene caro Pal39 a portare l'attenzione su LUDWIG. Per quanto mi riguarda, devo dire che la ricercatezza del più piccolo dettaglio si adatta molto bene ad un film in costume e ad un'ambientazione di alto livello (nobiltà bavarese in questo caso). Non pretendo mica che la principessa Sissi scenda dalla carrozza coi capelli in disordine, ruttando fragorosamente e proferendo parolacce in romanesco:) Purtroppo però io detesto l'attore protagonista. Proprio non lo digerisco. Opinione del tutto personale ovvio. Ho la mia piccola lista di attori che mi stanno sull'anima (Asia Argento è un'altra, tanto per citarne una a caso), che rovinano le pellicole a cui prendono parte. Eviterò di assegnare un voto poiché rischierei di essere cattivello con quello che molti, come te, ritengono un indiscusso capolavoro.
Io lo dico sempre. Inutile cercare di essere originali a tutti i costi. Lo so che abbiamo a disposizione un numero limitato di temi da affrontare, ma non è che per forza dobbiamo stupire lo spettatore con storielle surreali senza capo né coda. Preferisco godermi il solito amore gay ostacolato da genitori e società, senza ricorrere al misterioso giovanotto dedito all'autolesionismo e all'orsetto parlante.
Attori bravini, dialoghi quasi assenti e mai interessanti. Sconsigliato.
"Il mare lo amava per ragioni profonde: per il desiderio di pace proprio dell'artista che lavori intensamente, il quale anela a proteggersi dagli esigenti aspetti proteiformi dell'esteriorità per rifugiarsi nel seno del semplice, dell'immenso". Tanto per fare capire lo stile di Thomas Mann. Mi spiace, ma uno spirito romantico ottocentesco come il mio si addormenta con la ricercata prosa modernista di matrice novecentesca. Visconti le tenta tutte; inquadrature somiglianti a dipinti di Renoir e una colonna sonora ricercatissima per riempire i lunghi silenzi... ma non salva lo spettatore dalla stesso desiderio che accompagna la lettura del libro: giungere presto ad un finale che sembra non arrivare mai.
A volte capita di rivedere un film e rivalutarlo. Non è questo il caso. Anzi, la mia opinione è peggiorata. La parte commedia annoia. La parte noir è banale. Si salva solo la denuncia rivolta al giornalismo di cronaca. E forse solo grazie alla Abril, che è una punticina più sciacalla e grottesca di tanti giornalisti veri; quel tanto che basta per renderla simpatica. Caro Pedro, nel '93 hai toppato.
Più che altro non avrei mai pensato di trovarlo su questo sito mio caro zonavenerdì. Ma già che me lo hai fatto notare... Il musical che preferisco in assoluto. E non amo particolarmente il genere. Perfetta ricostruzione della corrotta epoca del jazz, con coreografie che da 10 anni fanno sbavare i miei amici insegnanti di aerobica e danza (vorrei che li vedeste nella sala musicale della palestra mentre cercano con scarso successo di replicare il CELL BLOCK TANGO). Giustamente premiata l'interpretazione della favolosa Zeta-Jones. Ma guarda, negli States hanno attrici molto belle, che sanno recitare, cantare e ballare. Le nostre invece cosa sanno fare? Beh, solitamente nessuna di queste tre cose...
Mi sono divertito. Perfetto per passare un momento di pura spensieratezza e con un tocco originale che lo rende meritevole di non essere dimenticato allo scorrere dei titoli di coda: il becero spacciatore gay dall'innamoramento facile. Per fare felici tutti quelli che non ne possono più dei personaggi gay effeminati delle commedie dolciastre, eccone uno che difficilmente si vede nelle fiction. Solo i gay americani apprezzeranno invece la loro icona Olivia Newton-John che tira di coca. Spassoso.
Ho appena letto la recensione di Patanè e devo dire che mi ci ritrovo abbastanza. Io però aggiungo un punticino e faccio arrivare il film a 7/10 perché Cervantes è dannatamente bravo. Al punto da fare sfigurare Gonzalez (preso da solo non sarebbe malaccio). Inoltre vorrei aggiugere che, fino a quando ci saranno uomini che tengono un piede su una sponda e uno sull'altra, il trito e ritrito triangolo bisex rimarrà un argomento di attualità. Proprio come le difficoltà di coming out. Non ne possiamo più di vedere trattare certi argomenti da decenni a questa parte? Beh, è logico che la minestra ci verrà propinata fino a quando il mondo non cambierà. Per ora rassegnamoci e concentriamoci sul modo in cui certe tematiche vengono poste al pubblico. In questo caso mi sembra che ci sia un certo impegno e, come ho già detto, vi brilla un astro nascente.
[3] Si aggiunga che il film tramuta l'amicizia di Sal e Dean in una storia d'amore gay appena velata; con tanto di lacrimoso addio finale, quando Sal volta le spalle a Dean per dirigersi verso un'insipida ragazza borghese (la scena, ovviamente, è molto diversa nel cartaceo). Ecco spiegato lo storcere il naso di molti puristi e nostalgici beat. Per concludere, mi sento di cosigliare la visione del film solamente ai gay. Ma consiglio al mondo intero la lettura di un libro che -vi giuro- riesce a farvi sentire sulla pelle il vento del deserto, nelle narici il profumo dei campi di grano e la puzza dell'alito alcolico dei personaggi.Ecco spiegato lo storcere il naso di molti puristi e nostalgici beat. Per concludere, mi sento di cosigliare la visione del film solamente ai gay. Ma consiglio al mondo intero la lettura di un libro che -vi giuro- riesce a farvi sentire sulla pelle il vento del deserto, nelle narici il profumo dei campi di grano e la puzza dell'alito alcolico dei personaggi.
[2] Anche gli altri interpreti sono perfetti e molto bravi. Compresa (eh sì, ho faticato a crederci pure io) Kristen Stewart. La ricostruzione degli USA del dopo guerra, poi, è più che soddisfacente. Gente semplice, povera, molto lontana dai personaggi perfettini a cui ci hanno abituati i serial tv. Ma allora come mai il film non convince? Semplice, perché qualcuno (il regista o lo sceneggiatore, non so bene chi) ha snaturato completamente un grande romanzo. Il resoconto di viaggio, che occupa tanta parte del libro, con le minuziose descrizioni dei moti dell'animo al susseguirsi dei paesaggi, è relegato nello sfondo sbiadito. E non è poco, visto che il libro è diventato il manifesto di una generazione squattrinata, che vuole conoscere e assaporare il midollo del proprio enorme paese, viaggiando anche in autostop se necessario.
LEGENDA
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TENDENZA:
G= film con qualche rifer.to Gay ;
GG= con una storia Gay ;
GGG= completamente Gay ;
GGGG= cult Gay
Lo stesso per:
L= Lesbico ;
T= Trans ;
Q= Queer, misto LGBT
CRITICA: = scarso ; = interessante ; = ottimo ; = capolavoro
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